recognitiones
lunedì 18 maggio 2026
sabato 16 maggio 2026
conversazione mai svoltasi sull'uso di sei mappe che ne precedono una settima
Mappa uno - il nostos di ulisse - ritrova l’isola e penelope poi si va a perdere nel fuorimondo
Mappa due - il nostos di agamennone, ritrova la reggia e la consorte, ma clitennestra lo uccide. insieme anche a cassandra ridotta in schiavitù, che, inascoltata aveva previsto tutto
Mappa tre - la rotta degli argonauti seguita da quella di medea, che compiuto il suo eccidio fugge in cielo su un carro trainato da draghi
Mappa quattro - il cammino dei sette contro tebe, seguito da quelle degli epigoni, che condurranno a termine l’impresa
Mappa cinque - le vicende di arianna e di fedra, che rimarranno un labirinto anche quando sembrerà risolto l’enigma spaziale dedalico dello specific site
Mappa sei - l’intricato arazzo degli spostamenti del marinaio sinbad
lecture, cut-up agency iii, preview
giovedì 14 maggio 2026
Allegoria dei sette calici
leggenda provvisoria dei sette calici
Azione come segue:
solleva il manto - sotto non porta nulla
scoprendo la metà inferiore del
corpo fin sopra l'ombelico celando il viso
dietro i drappeggi, finisce così.
Invisibili i reperti della preistoria.
Un fascio di fotocopie sciabole impolverate.
Su un muro in ombra così ancora bello
il libro illimite nel suo spalancarsi.
La figura invisibile che si dischiuse dalla melma alla luce
Che è seduta su un loto
Che naviga su di una nave
Che muta forma ogni ora seguendo i segni dello zodiaco
Il meriggio dunque il crepuscolo un'oscurità tre volte oscurata
I misteri - damascius, nella copula del piede e della corda tesa una
Nudità sette volte denudata, ingabbiata in una grata
Chiusa nell'orbita di rivoluzione e rotazione su e da sé
Dickinson lettera quindici danzatrice palco
Ritmo in disparte
Io un fantasma che recita la storia
Sfuggita alle ombre della morte e qui
Prosegue sospendendosi, nell'anniversario del gioiello
Smarrito. Prosegue in grossi tratti di pennarello:
II
Che figura avvinghiasse un trono sospeso per aria
E volasse sotto distese di fogli scritti.
Continua. nei gesti di un incantesimo, di una fiaba
Una glossa, una ninfa forse di crepuscolo il
Terminale di luce di una qualche aurora dorata gli
Occhi - azzurro un soprannome nella copula della
Mano e del dorso, del piede e della corda tesa, rompersi
In pezzi, tutta la follia di un contorsionista, diventare
Feticisti fino alla bava, ritrovare l'insieme del didietro
Dell'occhio e del piede, continua a matita in un
Pulviscolo di grafite che rammemora la tenebra e l'ombra
Evoca: la cessazione del dolore.
mercoledì 13 maggio 2026
martedì 28 aprile 2026
Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo. Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano, e la polvere che respiriamo
giovedì 9 aprile 2026
mercoledì 8 aprile 2026
mercoledì 1 aprile 2026
Il freddo dall’aroma di incenso. Con mollisssima grassa densa indolente grafite registrare gli esili fili - non coordinate, su cui la sonata sta sospesa. Va e viene, appare e scompare, davvero evanescente. Alterazioni dell'intervallo - primaria forse l'autocertezza dell’io o di un soggetto? Se in un fascicolo tutto sommato esile, per via di testi e figure un'altra e altre dimensioni si disegnassero, venendo a profilarvisi; cose messe al fuoco e messe a fuoco. Ne viene una felicità mostruosa. Insistentemente l'amore, nessuna fretta. Un lentissimo rituale erotico fra sé e sé, d'altro non se ne voleva più sapere. Argini la lunga gonna abbottonata di lato e la doppia calzamaglia, che freddo; la poltrona, ecco la poltrona; trovasi in un universo parallelo non raggiungibile da alcun male, per questo è assai meglio di qualunque pastiglia o farmaco o medicazione, pochi ne sanno il segreto, d'altronde in generale alla gente queste cose non interessano, poi la sua eccessiva vicinanza ingannerebbe chiunque non fosse già addentro a tali questioni. Lento il rituale erotico mattutino, la fanciulla che ruota nella luce intorno all’albero che solo alligna nel remotissimo Catai, quell’albero che sale all'infinito, non getta alcuna ombra, non ha ramo alcuno se non ad altezze incommensurabili - vi si strusciava nel mattinale, a quell’asse del mondo; fuori da quell'istante e dal quel movimento nulla esiste; da duella sospensione definitiva nascono tutti i mondi, in quella svaniscono. Alla memoria di un angelo. Di chi, altrimenti. Nessuna parola per nascondere il succhiamento di cazzo: tertium datur, al centro, né in alto né in basso, esatto lo strusciamento fra palato e gola, tace il clamore della terra, la lingua silenziosa ruota, dalla dolcezza triste degli occhi socchiusi direttamente si scrive fin dentro l'anima scavandovisi un abisso di gioia infinita - inimmaginabile bellezza. Indefinibile come sostanza materiale, nella produzione di ipseità che è un viaggio lungo l'ellisse fra sé e sé, il soggetto. Sottilmente, per tutto il tempo, circondando il silenzio con vaghissimi impulsi segnici e sonori. Zucca pelata con cento capelli decise un giorno di fare i tortelli, ma non ne diede ai suoi fratelli; i suoi fratelli fan la frittata, ma non ne danno a zucca pelata. Un deux trois la paleur du roi. Dei veri maleducati, che chiavano in fica e spruzzano dappertutto. Anulare e ricorsivo il cogito ma altro ancora il tiasos in cui l'immortalità si autofesteggia; non manca certo di algoritmi, questo tribadismo senza tecniche particolari, questo perpetuo soffregarsi che le annulla tutte all'estremo del percettibile il suono da cui tutto deriva e dipende. Neuronica o neuronale, forse, ma senz'altro invisibile, l'armatura percettiva. Lente esercitazioni sospese nel più assoluto: dell'ensemble e dei singoli.
giovedì 26 marzo 2026
Crocefissione in Rosengarten
mercoledì 25 marzo 2026
lunedì 23 marzo 2026
martedì 17 marzo 2026
lunedì 16 marzo 2026
g p at everywhere
giovedì 12 marzo 2026
Fra Carroll ed Alice Pleasance Liddell
Fra Carroll ed Alice Pleaeance Liddell lo sguardo non assolve dunque nessuna [vera] funzione che non sia quella dello straniero, e l'"io" di chiunque lo si [può] reperire solamente in quell'"interramento fra testo e sguardo" di cui parl[a] Ferdinando Trebbi in "Il testo e lo sguardo". Si vede qualcosa a proposito di un movimento trasgressivo, autoeccedentesi, a tre termini di esistenza, di molteplicità irriducibile, di assoluta dileguaglianza. L'io come funzione del nonessere, l'essere che si offre solo e sempre, senza quando, nella sparizione-soppreseione della copula, in una cancellazione che ne segna l'avvento-evento in seno all'invisibilità; sine visu, sguardo e luce in un rapporto non più ottico, una relazione di non theoria dunque, ee la fotografia della bambina è un simulacro gaiamente beffardo; questo è mirabile, wonder, wonderful, wonderland (topos-atopos della meraviglia). Vi è un simulacro di inapparenza, di invisibilità, un senza aspetto, più reale del reale nella sua insostanzialità estrema, dalla sua purezza tutti i prodigi e tutte le allucinazioni inclusa quella del comunicare, da questa porta dei segni, da questa porta di sogno; allora non vi è che artificio, arte.
Dopo il taglio enucleatorio, la rasoiata bunueliana che taglia l'occhio: ecco, non c'è né prima né poi; solo lo sguardo innamorato che fa del deserto un deserto che esplode; un corpo coniugato alla retina, glorioao, a pezzi, alla deriva, vivo nella visione. I preparativi ininterrotti di un viaggio, percorrimento dei sentieri fino alla fine che non è una meta, dove un artista come Giulio Paolini ha dato forma alla soglia fatata e incantatrice nel perimetro della quale la visione si racconta, a partire dalla smaterializzazione di tutte le piramidi, da quelle d'Egitto a quella celebrata da Vitruvio come eidos di una schematizzazione del visuale.
Lo spazio della rappresentazione: ridefinibile proposizionalmente a partire da Wittgenstein, visualmente da Giulio Paolini, lo schermo che sa inesistere, il corniciaio magico, l'apritore degli orizzonti della visione, sterminati o sterminatori per i loci dell'occidente cristiano. D'andare through the looking glass, un enigma, non è il soggetto paolino e colpevole del cristianesimo cattolice, ma Alice. Differenza fra una visione costruita a due termini (dentro/fuori; alto/basso; etc.) derivanti da una narcosi-nevrosi-necrosi, ed irruzione di una molteplicità irriducibile di segni, fantasmi, simulacri, elementi differenziali nel campo aperto della visione. Una linea squisitamente insulare.
lunedì 2 marzo 2026
lunedì 16 febbraio 2026
SUITE PER LE TEORIE CROMATICHE DI SILVIO ROSSO
lunedì 26 gennaio 2026
venerdì 16 gennaio 2026
dertritte grimm : skema
- demoiselles
a successivo che non succede a nessuno - accade dappertutto un po' qua un po' là - almanacco - quanto a fabule milesie dell'improbabile e oltre
Si replica il gran Pan non è morto - stanchi di dati storici volgendosi verso questo tono di danza - a: la verde naiade è morta sfinita nella sua grotta gli dei del boschetto sono spariti da questa terra senz'ombra e tutte queste divine emanazioni della materia si sono ritirate a poco a poco
Come la vita da un corpo così il viaggio in oriente - sorga l'oriflamma nella ancora non citata fiamma d'oro della danza da seguidilla
a fandango mime saltatrici gaditane tibicine istrione tutto vi torni ad
essere accadere in cerchio - le cose che procedono nel loro circolo nel gran cerchio d’ombra luminoso a muoversi corpi in cerchio e cerchi di corpi soprannomi d’anime di un numero senza numero in tale ed altro ridondare ed esondare un flusso senza fine da oriente a occidente per ben più di quattro punti il sottosopra - su e giù nonché altrove rotando il cerchio verso occidente e dentro l’oriente e dentro l’occidente verso l’oriente
senza che nulla abbia fine
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