mercoledì 18 settembre 2019

da inscriptiones


revoche dell'autorialità. notitia prima, actus secundus sillabi, sinossi, lettere amene logistille, porte dell'attimo, tempi di mamma oca e del cucù qui e subito, in altri luoghi del mondo, ma soprattutto in luoghi altri dal mondo note sul registro, filmine sporche, catalogo d'arte delle strenne mannare, diari d'inesistenza tutto quello che non è istantaneo è succedaneo, vita mortificata dalle rappresentazioni





martedì 10 settembre 2019

rifatto tantissime volte


rifatto tantissime volte ogni volta un
tanto ed un quanto bassissimi anonimi
ed insondabili - luci di posizione sulla
pista di atterraggio - non trattenere
nulla anzi meno di nulla, guarda in
quelle mutevoli figure senza immagine
poi cessa l'attività del guardare
cessa ogni attività
inizia una sorta di vedere senza
o con, ed è una purezza sconfinata.

non temerò alcun male disse alla
quarta persona e a pieno titolo



giovedì 5 settembre 2019

quella femmina paradisiaca


Quella femmina paradisiaca, che si perde a lungo nei meandri della sua casa. La linea sinuosa che raccorda Mitilene a San Francisco, Bisanzio a Torino: pure sinapsi. Meriggio plumbeo sulla fatiscenza solenne. Quanti abitanti aveva? Timbro caprino coadiuvato dalle fauci zoofile. Chi si vuole divertire questa non è la sede adatta. Altrove palo verde, agavi rosafiorite, sabbia dorata, zecchini sonanti e danaro a palate, navigherebbe nell'oro chi fosse capace di riportare le vicende del quartiere in romanzi tascabili avidamente acquistati e letti da tutti per inebriare il cervello di culti fallici notturni e beatitudini transessuali, misteri del parco e del ghetul, colazioni sull'erba, plurimillenarie giacenze ultime voci dalla galassia: è certo solo ciò che è soggetto a mutamento, riudirne milesie e routines vesuviane. I decadenti e regressivi territori della metropoli periferica automobilistica. La vita biologica continua: tutto il resto è morto. I codici (errati?) di una combinazione di fuga. Meriggio plumbeo sulla fatiscenza solenne. Quando la quantità di energia perduta supera quella di energia acquisita. Timbro caprino coadiuvato dalle fauci zoofile. Collassano le distinzioni fra emittente e ricevente. Chi si vuole divertire questa non è la sede adatta. Parole di vita. Contenti di aver appreso nuove nozioni, indispensabili per vegetare. L'elemento araldico è venuto meno gasp. Affamati corrono i pellegrini, ma senza inghippi. Alcuni sapientemente adagiati e inariditi, l'occhio acquoso, l'esistenza è dolore, evviva il coraggio. Frenesie melodiose invadono qua e là, elogiando il trionfo. Intenso l'odore di vittoria che inghiotte anche il limitrofo. Gioia che travolge. Tra non molto esploderà. Stanchezza afflosciante, sta arrivando il peso del mondo. Subito il vangelo di Giovanni e relativo illustratore che dopo il meretricio sveglierà i tre.
(fine foglio)
Interessantissimo. Non più oppiacei labirinti portatori di amorazzi ardui, chissà la mamma che prega e che piange. Il macilento naufrago ora si gode la vita. Esorcizzare la dipendenza, rigorosamente, giullare di corte sedurrà n'importe qui.
(fine messaggio)
E in sostanza nnun l'annacchiappatt'. immaginate che fosse rimasto vittima di vagine vogliose in quel di Boves e Cuneo che è tutto dire, in ogni caso l'occasione persa era mitica, mandrie di scolaresche sguinzagliate nonché libidinose pulzelle su e giù per... O adonico compagno di sventura.




venerdì 30 agosto 2019

diario del novanta


Su essenziale carta da parati blunotte dicembre novanta il silenziosissimo canto della cometa - se fossero stati i poeti, il senso troppo preciso cancella la tua vaga letteratura - a irrompere nel presepio, un’araldica di serpi, rilevanti osservazioni sul contrasto fra immagini classiche ed una civiltà della tecnica quale quella del secondo ottocento, in cui gli stessi strumenti tecnici suggerivano forme mostruosamente esotiche alle quali si poteva meglio far corrispondere un oriente di misteriose rivelazioni più che una classicità considerata razionale per presupposto.




giovedì 15 agosto 2019

di noie paranoie e nervi dilaniati


Di  noie paranoie nervi dilaniati
Servi licenziati ubriachi allo sbando così sembra
Epperciò: sta nel poscritto nell'idiotismo
Nel cancellabile per sempre con tutta l'azienda.
All'impromptus per sfioramento la veste della fata
La carezza di un angelo il sussurro ininterrotto
Di un mistero lei là a pisciare sulla turca baciata
A lingua in gola che conduce alla vita eterna amen
Dg, almanacco, plateau, demoiselles  d'honneur
Hommage à Franz Schubert- ave maria-bloody mary



lunedì 5 agosto 2019

processo di santificazione


Processo di santificazione. (...) te absolvo. Bambulé.
Il peccato è nella restrizione. Va, fa quello che vuoi.
Sul tappeto. Sotto il tappeto c'è l'autore della presente novella. È lì che gioca con le macchinine. O legge la collezione completa di topolino. O scrive con pennarelli colorati su numerosi fogli e quaderni. Il nostro animale a mosaico, questa chimera biologica, potrà avere occhi a chiazze. Su un fondo rosso ci saranno regolari isole bianche. For your eyes only. All'avvicinamento, sia esso fisico o d'altra specie, la sensazione è di luce e calore, con una strana musica che ti prende. Un desiderio divorante.
Effimeri contorni dell'accadere svaniscono in un lampo di fotoni, cioè di energia.
Un elenco di animali estinti o sulla buona strada per estiguersi, in tutta l'eleganza di una lingua morta.
Andando via prendere il quaderno da viaggio, come al solito.
Parmi des foutres et des mouilles.
Il mondo, che gira intono ai pensieri più segreti.
Dentro gli occhi suoi. Questo è verissimo e senza alcun dubbio. E sia detto che: quando manca il contatto con ciò che si ama, tale contatto diviene contatto con la mancanza, e l'esistenza si identifica allora con il dolore, il che può condurre il soggetto dell'esperimento a qualcosa come la morte il suicidio oppure ad attività ludiche.
Con questo fine del pensierino ed avvio del processo di santificazione.
Morte da tutt'intorno?
Il signor Entrata ed il signor Uscita si guardarono e scoppiarono a ridere.
Ricorreremo alla forza, disse l'uno. Ricorreremo alla logica, disse l'altro. Provavano in loro la gioia di vivere in modo così vivo, che sentivano di doverla esprimere con alte grida. "mortificante" è la parola giusta, disse l'uno. Oh già, ribatté l'altro, e di nuovo furono travolti dall'ilarità.
Disse ho sulla coscienza tutto tranne l'uccisione di socrate.
Disse son stato uno dei trenta tiranni e molto più anticamente un sacerdote azteco, un sacrificatore.
Aura, su angoli di carta in questo fantasma dell'universo, sono giunto, disse.
Disse dei modi di guarire tutti i mali, con qualche difficoltà pseudotemporale nel guarire i suoi.
Disse di amorose cadute il cuore in periferia - dans la banlieu - vicino ad un'officina, une usine. La periferia, non il centro: perché un centro, il centro, no, non esiste. E forse neppure l'amore, ma solo la sua mostruosità. Non possono farmi questo, ho capito un paio di cose per cui non possono farmi questo, disse armando la carabina e prendendo la mira. Lei, lei si occupa solo più delle cose che può capire da sola. Tenetemi ferma quella sgualdrina, mettetela sotto, disse il giovane hegel del periodo jenese ai suoi assistenti, ed era alla morte, proprio lei che si riferiva, l'aveva presa in trappola. Di te mai e poi mai potrò innamorarmi, disse lei, sì lo so disse lui ed era la combinazione di due menzogne molto romantiche.
Fino ad un certo punto i risultati dell'indagine parlavano molto chiaro. Cinquantuno con due mutamenti e successivamente trentotto. Sopra il tuono, sotto il tuono. Nonostante lo scuotimento egli non lascia cadere spatola sacrificale e calice. Centomila volte tu perdi i tuoi tesori, e devi salire i nove colli; non affannarti dietro a loro, dopo sette giorni li riottieni. Non agitarti. Li è la seconda figlia, fiamma che divampa verso l'alto da ella prodotta, tui è la figlia minore, un lago. Non vi è paura nell'amore, alla fin fine. Sono una macchina che scrive, disse scrivendo: prima il bere poi il dovere. O angelo consolatore. Orecchie fischiano, teste girano. Tamburi ruotanti nel cielo, forse farci l'amore assomiglia ad un liquore.
L'ordine regna, dove? La scena si svolge, dove? Cioè: dappertutto. 
Per ladra d'amore alquanto mercuriale carminem scribere. Ladra d'amore l'ordine regna dove grande è il disordine: sotto il cielo, ma cosa c'è. Ladra d'amore come un titano lo fu di fuoco, per restituirlo che divampasse ovunque, un po' qui un po' là.
Tutto questo è bello puro e senza macchia.
Si tratta di cibo primordiale, del giocattolo originario al quale tutto ritorna, dal quale tutto ritorna.
Le biblioteche sono dragoni costituiti da fumetti e non solo o forse sì. Comprese O ed Emmanuelle in edizione tascabile per dare più nell'occhio e distrarre lo sfaccendato lettore.
Sei miglia di strada possono andare ad est o ad ovest senza per questo nulla perdere del loro buon umore.
Nella purezza di un raccoglimento senza precedenza qualcosa di interno, di pulito e felice. La poiesi gorgiana in merito all'elogio della tindaride: va sottolineato che punto di partenza e d'arrivo non sono problemi argomentativi, ma l'idea di produrre un discorso ed un testo belli ed irresistibili come Elena.
La presenza della tindaride nel primo dei poemi omerici appare come fattore scatenante. La sua potenza proviene dall'inconscio, cosa di cui il sofista siculo era perfettamente al corrente. La condizione necessaria è che il metodo circolarizzi e si autocircolarizzi. I pozzi di potenziale del demone F.
Uno dei mestessi fatto per lo più di malumore poiché tutt'intorno è rovina. È uno di quelli che cercano il pezzo mancante.
Poi va sul letto, numeri di telefono svaniscono dalla testa e nel fumo della sigaretta, in un breve riposo. Ciò da cui prendeva direttive, più o meno vaghe, era una giungla, estremamente remota, un'adiacenza vicinissima, più che contigua, dunque.

Su una cifra dell'inaccessibile finisce, in un silenzio, e cessa di essere una attesa.

SEPT 82, 22,13/45

martedì 30 luglio 2019

per baubò


i cui occhi sono capezzoli e i capezzoli occhi, zone erogene schizzate in cielo e nulla di lontanamente simile ad un organismo - alzando la veste rese felice una dea e interruppe una disavventura



giovedì 25 luglio 2019

terza memoria dell'angelo della danza


Una parete di pura preesistenza, la possibilità dell'arte
cade in poche anime (. . .),  così immersa nel sogno, condensatasi
in questo meraviglioso atteggiarsi, in queste danze, oppure l'intuizione di un secondo,
scoprirete che il vostro doppio vi sta sognando, la
vista di una sola danzatrice sacra, di un'unica scrittura, una doppia traduzione
dei più impenetrabili e sublimi fra tutti i libri sacri dell'oriente, ammirevole
capolavoro di lingua lapidaria che allinea primordiali parole orfiche, i fogli bianchi nella luce piena del mattino una volta coperti di parole rendevano mille segreti, trarre
figure dal nudo pavimento, una sola cosa
il padiglione delle immagini e quello del vuoto.




sabato 20 luglio 2019

seconda memoria dell'angelo della danza


Scintilla che disparve o goccia che dissolve, nel gelo dell'inverno un'anteprima ne scorse la fiammiferaia
Mimata da salomè nei saloni di corte un'indefinibile traiettoria deangolata dal tavolo dei banchetti e delle bevute. Tutte le storie erano nei motivi del pavimento, in un cadere e trascorrere di veli - mappata da mallarmé in una panoplia d'informazioni dissolte.
Lo sguardo che la imprigiona non è di nessuno.
Non lontano un fauno sogna
tutto questo e molto altro. O una ninfa.



domenica 14 luglio 2019

appunto novantatrè



Inventare storie ad uno stadio in cui neppure il racconto è più necessario.
Esiste un animale fatto d’ombra, senza nome, un animale di vento, di vuoto.








mercoledì 10 luglio 2019

prima memoria dell'angelo della danza


Epifania di uno sguardo
Tentano di afferrare con le mani il sonno del cielo. Rifiutati o troncati gli antichi disaccordi con il corpo acefala la relazione finale. A danza conchiusa
Un respiro intorno a niente. Elogio dell'anima ballerina fu fatta con una boccata d'aria. Intorno non guardare.
Altrove sta




venerdì 5 luglio 2019

piovvero fiori


Piovvero fiori. Durante la conversazione era presente una fanciulla celestiale che riprese il suo aspetto originario di dea e parlò della non discriminazione.
Di un'esattezza pagana il disegno nel fotocolor, che fossero erbe o sabbie-fiori, infine, nonché l'abisso, solcato da curve d'una luminosità abbagliante e chiazze verdi e nere, simili alle striature sui petali delle orchidee; nell'etere stesso in cui navigava la luce.
Wittgenstein al cinema, in prima fila: cancello la lavagna.
Tristaniche e wagneriane le strutture di Moon indigo, 1931, 1951 e sgg. Un reale non globalmente accessibile, perché di natura stratificata. Le nubi: corpi luminosi inesprimibili dal numero. Tutto ciò che si vede è come l'arte d'un mago, le cui creazioni non vengono da nessun luogo eppure vengono vedute come se esistessero al cospetto della gente. L'identità è una nozione vuota. Anima l'evaporazione da cui derivano tutte le (altre) cose.
Piovvero fiori, mentre sedeva in silenzio e tranquillità. Lodiamo il tuo discorso, dissero gli dei. Non ho pronunciato alcun discorso e non c'è nulla che possiate lodare, replicò. Tu non hai discorso di nulla, noi non abbiamo udito nulla. Nulla è stato detto, nulla è stato udito... Così dicendo essi scossero di nuovo la terra e fecero piovere altri fiori. Piovvero altri fiori.
In riva al mare chiuse gli occhi e si lasciò cadere. Inesauribile l'avvicendarsi di ritmi incrociati, senza suoni in eccesso, anamnesi di tamburi ad acqua e dei battiti stessi del cuore e delle mani, misura d'una oscillazione perpetua senza fissità metriche. Simmetrico al suo precipitare il perpetuo sorgere della dea dalle stesse acque. In quell'istante assenti sia luci che ombre. Lasciata cadere. Lasciata cadere.
Spesso udì Mallarmè parlare del potere della pagina bianca: potere del vuoto (pouvoir du vide) sintetizzava l'annotazione finale, che occupava l'ultima riga - sottolineata - da lui medesimo scritta a penna.

Chiuse gli occhi e si lasciò cadere. Una voragine in fiore.



domenica 30 giugno 2019

depistaggio


Depistaggio: sia esso dipinto, danzato, scritto, dunque catapultato nel virtuale del video o di altro secondo un moto sia esso spiralico o bustrofedico. Di sé e di altro il corpo scrive, nel dipingere come nel danzare, e negli aerei gesti suoi: dunque nelle mute risonanze della scrittura assemblate nel mistero dell'ascolto ("chi ascolta il suono di quel che non ha suono sa le cose, chi non ascolta né l'uno né l'altro è in contatto con il divino").