recognitiones
domenica 31 maggio 2026
giovedì 28 maggio 2026
lunedì 25 maggio 2026
domenica 24 maggio 2026
Fra Carroll ed Alice Pleasance Liddell
Fra Carroll ed Alice Pleaeance Liddell lo sguardo non assolve dunque nessuna [vera] funzione che non sia quella dello straniero, e l'"io" di chiunque lo si [può] reperire solamente in quell'"interramento fra testo e sguardo" di cui parl[a] Ferdinando Trebbi in "Il testo e lo sguardo". Si vede qualcosa a proposito di un movimento trasgressivo, autoeccedentesi, a tre termini di esistenza, di molteplicità irriducibile, di assoluta dileguaglianza. L'io come funzione del nonessere, l'essere che si offre solo e sempre, senza quando, nella sparizione-soppreseione della copula, in una cancellazione che ne segna l'avvento-evento in seno all'invisibilità; sine visu, sguardo e luce in un rapporto non più ottico, una relazione di non theoria dunque, ee la fotografia della bambina è un simulacro gaiamente beffardo; questo è mirabile, wonder, wonderful, wonderland (topos-atopos della meraviglia). Vi è un simulacro di inapparenza, di invisibilità, un senza aspetto, più reale del reale nella sua insostanzialità estrema, dalla sua purezza tutti i prodigi e tutte le allucinazioni inclusa quella del comunicare, da questa porta dei segni, da questa porta di sogno; allora non vi è che artificio, arte.
Dopo il taglio enucleatorio, la rasoiata bunueliana che taglia l'occhio: ecco, non c'è né prima né poi; solo lo sguardo innamorato che fa del deserto un deserto che esplode; un corpo coniugato alla retina, glorioao, a pezzi, alla deriva, vivo nella visione. I preparativi ininterrotti di un viaggio, percorrimento dei sentieri fino alla fine che non è una meta, dove un artista come Giulio Paolini ha dato forma alla soglia fatata e incantatrice nel perimetro della quale la visione si racconta, a partire dalla smaterializzazione di tutte le piramidi, da quelle d'Egitto a quella celebrata da Vitruvio come eidos di una schematizzazione del visuale.
Lo spazio della rappresentazione: ridefinibile proposizionalmente a partire da Wittgenstein, visualmente da Giulio Paolini, lo schermo che sa inesistere, il corniciaio magico, l'apritore degli orizzonti della visione, sterminati o sterminatori per i loci dell'occidente cristiano. D'andare through the looking glass, un enigma, non è il soggetto paolino e colpevole del cristianesimo cattolice, ma Alice. Differenza fra una visione costruita a due termini (dentro/fuori; alto/basso; etc.) derivanti da una narcosi-nevrosi-necrosi, ed irruzione di una molteplicità irriducibile di segni, fantasmi, simulacri, elementi differenziali nel campo aperto della visione. Una linea squisitamente insulare.
sabato 23 maggio 2026
venerdì 22 maggio 2026
giovedì 21 maggio 2026
mercoledì 20 maggio 2026
martedì 19 maggio 2026
ordonez
lunedì 18 maggio 2026
sabato 16 maggio 2026
conversazione mai svoltasi sull'uso di sei mappe che ne precedono una settima
Mappa uno - il nostos di ulisse - ritrova l’isola e penelope poi si va a perdere nel fuorimondo
Mappa due - il nostos di agamennone, ritrova la reggia e la consorte, ma clitennestra lo uccide. insieme anche a cassandra ridotta in schiavitù, che, inascoltata aveva previsto tutto
Mappa tre - la rotta degli argonauti seguita da quella di medea, che compiuto il suo eccidio fugge in cielo su un carro trainato da draghi
Mappa quattro - il cammino dei sette contro tebe, seguito da quelle degli epigoni, che condurranno a termine l’impresa
Mappa cinque - le vicende di arianna e di fedra, che rimarranno un labirinto anche quando sembrerà risolto l’enigma spaziale dedalico dello specific site
Mappa sei - l’intricato arazzo degli spostamenti del marinaio sinbad
lecture, cut-up agency iii, preview
giovedì 14 maggio 2026
Allegoria dei sette calici
leggenda provvisoria dei sette calici
Azione come segue:
solleva il manto - sotto non porta nulla
scoprendo la metà inferiore del
corpo fin sopra l'ombelico celando il viso
dietro i drappeggi, finisce così.
Invisibili i reperti della preistoria.
Un fascio di fotocopie sciabole impolverate.
Su un muro in ombra così ancora bello
il libro illimite nel suo spalancarsi.
La figura invisibile che si dischiuse dalla melma alla luce
Che è seduta su un loto
Che naviga su di una nave
Che muta forma ogni ora seguendo i segni dello zodiaco
Il meriggio dunque il crepuscolo un'oscurità tre volte oscurata
I misteri - damascius, nella copula del piede e della corda tesa una
Nudità sette volte denudata, ingabbiata in una grata
Chiusa nell'orbita di rivoluzione e rotazione su e da sé
Dickinson lettera quindici danzatrice palco
Ritmo in disparte
Io un fantasma che recita la storia
Sfuggita alle ombre della morte e qui
Prosegue sospendendosi, nell'anniversario del gioiello
Smarrito. Prosegue in grossi tratti di pennarello:
II
Che figura avvinghiasse un trono sospeso per aria
E volasse sotto distese di fogli scritti.
Continua. nei gesti di un incantesimo, di una fiaba
Una glossa, una ninfa forse di crepuscolo il
Terminale di luce di una qualche aurora dorata gli
Occhi - azzurro un soprannome nella copula della
Mano e del dorso, del piede e della corda tesa, rompersi
In pezzi, tutta la follia di un contorsionista, diventare
Feticisti fino alla bava, ritrovare l'insieme del didietro
Dell'occhio e del piede, continua a matita in un
Pulviscolo di grafite che rammemora la tenebra e l'ombra
Evoca: la cessazione del dolore.
mercoledì 13 maggio 2026
martedì 28 aprile 2026
Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo. Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano, e la polvere che respiriamo
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