domenica 14 luglio 2019

appunto novantatrè



Inventare storie ad uno stadio in cui neppure il racconto è più necessario.
Esiste un animale fatto d’ombra, senza nome, un animale di vento, di vuoto.








mercoledì 10 luglio 2019

prima memoria dell'angelo della danza


Epifania di uno sguardo
Tentano di afferrare con le mani il sonno del cielo. Rifiutati o troncati gli antichi disaccordi con il corpo acefala la relazione finale. A danza conchiusa
Un respiro intorno a niente. Elogio dell'anima ballerina fu fatta con una boccata d'aria. Intorno non guardare.
Altrove sta




venerdì 5 luglio 2019

piovvero fiori


Piovvero fiori. Durante la conversazione era presente una fanciulla celestiale che riprese il suo aspetto originario di dea e parlò della non discriminazione.
Di un'esattezza pagana il disegno nel fotocolor, che fossero erbe o sabbie-fiori, infine, nonché l'abisso, solcato da curve d'una luminosità abbagliante e chiazze verdi e nere, simili alle striature sui petali delle orchidee; nell'etere stesso in cui navigava la luce.
Wittgenstein al cinema, in prima fila: cancello la lavagna.
Tristaniche e wagneriane le strutture di Moon indigo, 1931, 1951 e sgg. Un reale non globalmente accessibile, perché di natura stratificata. Le nubi: corpi luminosi inesprimibili dal numero. Tutto ciò che si vede è come l'arte d'un mago, le cui creazioni non vengono da nessun luogo eppure vengono vedute come se esistessero al cospetto della gente. L'identità è una nozione vuota. Anima l'evaporazione da cui derivano tutte le (altre) cose.
Piovvero fiori, mentre sedeva in silenzio e tranquillità. Lodiamo il tuo discorso, dissero gli dei. Non ho pronunciato alcun discorso e non c'è nulla che possiate lodare, replicò. Tu non hai discorso di nulla, noi non abbiamo udito nulla. Nulla è stato detto, nulla è stato udito... Così dicendo essi scossero di nuovo la terra e fecero piovere altri fiori. Piovvero altri fiori.
In riva al mare chiuse gli occhi e si lasciò cadere. Inesauribile l'avvicendarsi di ritmi incrociati, senza suoni in eccesso, anamnesi di tamburi ad acqua e dei battiti stessi del cuore e delle mani, misura d'una oscillazione perpetua senza fissità metriche. Simmetrico al suo precipitare il perpetuo sorgere della dea dalle stesse acque. In quell'istante assenti sia luci che ombre. Lasciata cadere. Lasciata cadere.
Spesso udì Mallarmè parlare del potere della pagina bianca: potere del vuoto (pouvoir du vide) sintetizzava l'annotazione finale, che occupava l'ultima riga - sottolineata - da lui medesimo scritta a penna.

Chiuse gli occhi e si lasciò cadere. Una voragine in fiore.



domenica 30 giugno 2019

depistaggio


Depistaggio: sia esso dipinto, danzato, scritto, dunque catapultato nel virtuale del video o di altro secondo un moto sia esso spiralico o bustrofedico. Di sé e di altro il corpo scrive, nel dipingere come nel danzare, e negli aerei gesti suoi: dunque nelle mute risonanze della scrittura assemblate nel mistero dell'ascolto ("chi ascolta il suono di quel che non ha suono sa le cose, chi non ascolta né l'uno né l'altro è in contatto con il divino").



sabato 15 giugno 2019

denarrazione


Se, come sarà stato detto assai dopo, quello che chiamiamo narrazione è semplicemente sottomissione alle intollerabili pretese del predicato sul futuro, denarrativo sarà il venir meno di questa sottomissione, così come segue qui, nello spazio e non nel tempo, poiché negli ordinamenti del tempo fu detto, scritto e praticato in precedenza: personaggi-corpuscolo che aprono e chiudono continuamente una finestra, pronti a ingannarti quando ti rimandano ad un frontespizio come a un luogo inesistente dalla angolazione certa e sicura...
Il programma prevedeva un numero infinito di combinazioni, dall’entrare all’uscire… un programma… un dio variabile secondo i racconti e le carestie. Bumm.
Né si è forse abbastanza considerato che possano esservi pretese del futuro esercitate non tanto e non solamente sul predicato, quanto sul soggetto… a scapito danno e detrimento dei soggetti e dei predicati… qui è una delle finestre che si aprono e si chiudono.






martedì 11 giugno 2019

dg - brevissimo excursus


Dell'incidere sedersi e dimenticare
Nel meriggio e a tutte l'ore tra fatagioni
Di lucchesia e d'estremo oriente
Negromanti ovviamente redigono
Senza fine il diario di questo
In sapienziali incanti lo spettro di una voce
Qui giacciono in questa vita requiescant







lunedì 10 giugno 2019

Scena spostata a Pafos


La scena spostata a pafos piuttosto che a patmos per tutto il corso del lungo inverno monferrino miraggi che lentamente svanivano la stufa sempre accesa fenelon e ws burroughs dietro l’angolo dentro un angelo se fossero poi dodici i vecchioni menti mediocri in corpi che invecchiano o piuttosto qualcuno si fosse chinato sulla scrittura per sempre in giri di labirinti e spirali quale terminale geometria sprigionandosene la scrittura il silenzio e ancora la scrittura leggere




sabato 8 giugno 2019

appunti in tema di fonosimbolica, sotto forma di sgorbio


la prima seconda terza lettera la finale ed
ultima è la quarta che non si vede e non si sente
il suono è la quinta
la durata la sesta
la risonanza nel tempo la settima
la ripercussione fuori del tempo l'ottava



venerdì 7 giugno 2019

trascrizione


trascrizione in forma preliminare e riepilogativa intorno ad un digesto del sillabario degli epigoni


aeschylus, sette contro tebe, venni a queste immagini di numi quando udii alla mia porta rumore di grandine –




mercoledì 5 giugno 2019

otto fogli a perdere


I Il miraggio del soffitto ove si spalanca fra parete e parete la ninfa stregata, la linea d'illusione come in una stanza vaticana

II (se vi siano specchi, cascate di capelli spiriti e code di volpe scacciamosche: oggetti di desiderio. si)

III Il ritorno dell'occhio al pozzo e del pozzo all'occhio, in altezza, in superficie, in profondità, fino alla piatta stratosfera del foglio attraversa la curva sinuosa del gesto della mano che ti disegna: le origini, diluviali, esplosive, precedono il tempo.

IV per arrivare allo sguardo risale la voragine come una scala a chiocciola, come passando dentro la cornucopia che la riversa nella luce di una profusione visibile -

V l'illusionismo, l'irreprensibile lussuria fra una segnatura ed una prova del diluvio

VI (dal diario dell'autore: maledizione peggiore dell'inferno è un'anticamera del paradiso senza paradiso; tale lo scenario da distruggere, la prigione da cui evadere).

VII tornadi travolgono alcove conducono trombe marine stelle dal profondo, meduse spirali verticalizzano aprire le cataratte o.

VIII l'oceano perso in una goccia, il torneo fra lancia e serpente invisibile, senza competenze oltre questa isola intemporale

VIIIbis il foglio è una parete sulla quale me la dipingo (dal diario dell'autore: il nervosismo di quest'altra matita mi riconduce a quella che andando via è divenuta remota, ed essendo divenuta remota ritorna) 






giovedì 30 maggio 2019

dell'identità rivelata, dunque nascosta per sempre, il terzo dei flli Grimm


nell'ora senza nome e senza numero
degli occhi chiusi e dell'oblio
in cui tutto si ricorda
del settimo dei re magi una ignota
variante armena dell'orchidea in una frase
senza fine che racchiude tutte le fiabe e
tutti i luoghi su di sé riaprendoli ad
infinito un viaggio davvero straordinario, allora
sarete davvero lontano, epigrafe, da
rafael aloysius lafferty, noi re magi
siamo sempre stati otto, io sono l'ultimo, badadilma.
badadilma l'armeno



lunedì 20 maggio 2019

microfisica di una fiaba


microfisica di una fiaba             forse armena

attoprimo: dormi dormi bel giasone
rovesciato sul timone
fai la ninna fai la nanna
        con il mostro che ti scanna
cento notti acute attendemmo il sudario della luna per
partire per Niflheim/le sacche colme solo di sale per gli
occhi altri spilli e i nostri piedi toccavano affatto.
Interludio (i): il regno inesistente dei 33 unicorni di lapislazzuli.
attosecondo: l'eroe giostrò la scimitarra dai molti silenzi e tranciò via un quadro d'aria/dentro la visione uno squarcio nero da cui occhieggiava la più notte delle notti/con cavi di tendini l'eroe fissò gli orli perché il mondo non ne fosse risucchiato

moraleattosecondo: un buco è sempre
una questione filosofica.
intermezzo (ii) 30 elefantini rosa incagliati nella tendina azzurra di un sogno  - un cavallino d'avorio dalla criniera turchina a una tavola rotonda di desideri merovingi.

attoterzo: dal diario vocale del dottor benway: non la smetteva di parlare delle sue vite precedenti e delle sue collisioni con la pittografia cibernetica, c'entrammo e fu un po' come rinascere

attoquarto: giasone con perizoma attico che non copriva nulla ci condusse nei neri bordelli di Niflheim-Angrboda, madre di mostri ti poteva attorniare come il buio a poco a poco diventare la tua casa non una brutta casa ad averci il gusto dei millenni



mercoledì 15 maggio 2019

dertritte grimm - ottava scena


Dertritte grimm-almanacco-questa bimba a chi la do-
Si chiama natividad-intervallo ottavo di nessuno, a compendio
Demoiselles d'honneur et plateau-was ist Traum?-was ist
Tod?
L'azione si svolge come segue: balla in un crescendo di fandango
Lotta contro un sé invisibile ne è sopraffatta lo sopraffà
Si straccia le vesti del tutto e le calpesta in un furioso
Battere di tacchi sull'impiantito di colpo le alogene
Lacerano la scena buia illuminando gli abiti stracciati e i passi finali
Si scalza con due calci uguali e distinti cala il silenzio e insieme il buio di colpo.
Lo sfondo testuale è una riscrittura redazionale del sonetto dannunziano intitolato Baccha. se detto suonerebbe come segue, se taciuto comparirebbe
come sopra. chi mi chiama? chi mi afferra? un tirso io sono un tirso coronato di fronde squassato da una forza furibonda mi scapiglio
mi scalzo mi discingo trascinami alla nube o nell'abisso sii tu dio sii tu mostro eccomi pronta centauro sono la tua cavalla bionda fammi pregna di te schiumo nitrisco tritone son la tua femmina azzurra salata come alga la
mia lingua - seguita alla nona eppure finisce qui





venerdì 10 maggio 2019

il dieci di maggio



il dieci di maggio, con molto coraggio

   rrose (fumetto: small smoking, tout ça devint invisible) for
  simon. and S.


selavy, quasi una scacchiera cioè sessantaquattro ad infiii-
tu m' post cantoriano posizione, se no biliardi dechirichiani

    FADE IN A FIELD OF TRESSES O H/AIR WAWE WAWES
            THE EXTREME SHIFITIN TRAIN OF DREAMS
            THE FREEDOM TO BE INTENSE
              TO DEFY SOCIAL ORDER  pat in cerca di
       correspondances baudeleriane o cavalcantiane, etiam
sensibilissimamente sovrasensibili


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                                                                                                           ----------
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     regina di elfi, elfo r,   :Misericordia!   ricchissima in segretissimi forzieri di misericordia, ishtar-
una lunga treccia come invisibile, porta ed è portata, nell'immobilità
   assoluta della beatitudine e del vuoto. Colline, giardini d'amore,
asili infantili, chiese in rovina, scalinate in marmo o granito.
Io qua (et in arcadia) a gestire affari, a distillare veleni, a morire
d'amori insensati molto più di trecentomila volte al secondo,
ad azionare la giovane buffona in tutto il suo erotismo frenetico,
apocalittico