lunedì 20 maggio 2019


microfisica di una fiaba             forse armena

attoprimo: dormi dormi bel giasone
rovesciato sul timone
fai la ninna fai la nanna
        con il mostro che ti scanna
cento notti acute attendemmo il sudario della luna per
partire per Niflheim/le sacche colme solo di sale per gli
occhi altri spilli e i nostri piedi toccavano affatto.
Interludio (i): il regno inesistente dei 33 unicorni di lapislazzuli.
attosecondo: l'eroe giostrò la scimitarra dai molti silenzi e tranciò via un quadro d'aria/dentro la visione uno squarcio nero da cui occhieggiava la più notte delle notti/con cavi di tendini l'eroe fissò gli orli perché il mondo non ne fosse risucchiato

moraleattosecondo: un buco è sempre
una questione filosofica.
intermezzo (ii) 30 elefantini rosa incagliati nella tendina azzurra di un sogno  - un cavallino d'avorio dalla criniera turchina a una tavola rotonda di desideri merovingi.

attoterzo: dal diario vocale del dottor benway: non la smetteva di parlare delle sue vite precedenti e delle sue collisioni con la pittografia cibernetica, c'entrammo e fu un po' come rinascere

attoquarto: giasone con perizoma attico che non copriva nulla ci condusse nei neri bordelli di Niflheim-Angrboda, madre di mostri ti poteva attorniare come il buio a poco a poco diventare la tua casa non una brutta casa ad averci il gusto dei millenni



mercoledì 15 maggio 2019

dertritte grimm - ottava scena


Dertritte grimm-almanacco-questa bimba a chi la do-
Si chiama natividad-intervallo ottavo di nessuno, a compendio
Demoiselles d'honneur et plateau-was ist Traum?-was ist
Tod?
L'azione si svolge come segue: balla in un crescendo di fandango
Lotta contro un sé invisibile ne è sopraffatta lo sopraffà
Si straccia le vesti del tutto e le calpesta in un furioso
Battere di tacchi sull'impiantito di colpo le alogene
Lacerano la scena buia illuminando gli abiti stracciati e i passi finali
Si scalza con due calci uguali e distinti cala il silenzio e insieme il buio di colpo.
Lo sfondo testuale è una riscrittura redazionale del sonetto dannunziano intitolato Baccha. se detto suonerebbe come segue, se taciuto comparirebbe
come sopra. chi mi chiama? chi mi afferra? un tirso io sono un tirso coronato di fronde squassato da una forza furibonda mi scapiglio
mi scalzo mi discingo trascinami alla nube o nell'abisso sii tu dio sii tu mostro eccomi pronta centauro sono la tua cavalla bionda fammi pregna di te schiumo nitrisco tritone son la tua femmina azzurra salata come alga la
mia lingua - seguita alla nona eppure finisce qui





venerdì 10 maggio 2019

il dieci di maggio



il dieci di maggio, con molto coraggio

   rrose (fumetto: small smoking, tout ça devint invisible) for
  simon. and S.


selavy, quasi una scacchiera cioè sessantaquattro ad infiii-
tu m' post cantoriano posizione, se no biliardi dechirichiani

    FADE IN A FIELD OF TRESSES O H/AIR WAWE WAWES
            THE EXTREME SHIFITIN TRAIN OF DREAMS
            THE FREEDOM TO BE INTENSE
              TO DEFY SOCIAL ORDER  pat in cerca di
       correspondances baudeleriane o cavalcantiane, etiam
sensibilissimamente sovrasensibili


      14    5

                                                                                                           ----------
                                                                                    ---------------


     regina di elfi, elfo r,   :Misericordia!   ricchissima in segretissimi forzieri di misericordia, ishtar-
una lunga treccia come invisibile, porta ed è portata, nell'immobilità
   assoluta della beatitudine e del vuoto. Colline, giardini d'amore,
asili infantili, chiese in rovina, scalinate in marmo o granito.
Io qua (et in arcadia) a gestire affari, a distillare veleni, a morire
d'amori insensati molto più di trecentomila volte al secondo,
ad azionare la giovane buffona in tutto il suo erotismo frenetico,
apocalittico









lunedì 15 aprile 2019

daccapo


Daccapo. Desemantizzazione e deideologizzazione le parole chiave. Da prima e oltre le loro versioni rassicuranti e cosmetiche, declinate in neo e post. L'antiracconto. Probabilmente le istruzioni dei ragazzi selvaggi di William Burroughs: "Le sequenze narrative sono precedute dal titolo sullo schermo e poi mi ritrovo nel film. La transizione è indolore come entrare in un sogno. Il peep show strutturalizzante può sparpagliare la narrativa e poi mi ritrovo davanti allo schermo e mi muovo dentro e fuori di questo". Tutto questo contro le illusioni del referenziale, dell'esemplare, del significato prestabilito, della comunicazione diretta, del voler dire. Dunque il soggetto non è la figura, né l'istante-caleidoscopico e vertiginoso dell'immagine (costituisce quel cortocircuito prodigioso in cui tutto diviene riconoscibilie; si tratta all'opposto di linee divergenti da sé stesse, stornamenti senza fine all'interno della pura perversione del divergere, nelle  finzioni tortuose che fondano il divertimento. Duplicemente caratterizzato il clima in cui avviene ciò: regime di perpetua transizione al caso e riciclaggio infinito, con oscillazioni perpetue fra la fiaba denarrativizzata, la comunicazione simulata, il puro rumore dell'interferenza entro il quale l'opera si pone quale epifenomeno residuale di un processo comunicabile solo in absentia, lateralità d'uno scarto d'irrevocabile secondarietà. Infine: scorci di atrocità pura, quel che non andrebbe né figurato né detto, e che, quand'anche venga mostrato continua ad appartenere all'irrappresentabile, a tutto discapito delle evidenze esteriori. Di ciò si è gia detto, recentemente, della pittura come sottoconversazione e gaffe, dell'arte quale silenzio ricavato dalle immagini più chiassose. Rumore su fondo di silenzio, rumore che torna al silenzio, dopo essersi mostrato nell'inganno ora soave ora insostenibile delle apparenze. Una cartografia, virtuale, dell'isola che non c'è. Identificazione del prestanome come di un virus sconosciuto.









venerdì 5 aprile 2019

l'inizio è nell'incalcolabile


L'inizio è nell'incalcolabile.

La risultante di una o più forze non le misura, né le descrive; esse rimangono sconosciute: forze.
Ciò che tiene insieme (non unite, non omogenee) queste pagine, sono i tagli.

Il problema sta nelle epigrafi. Tutta questa scrittura è epigrafia.







sabato 30 marzo 2019

da recessi...


Da recessi segreti del calamaio crogiolo o matraccio animatissimi
Balzano emblemi di furori erotici farfalle uccelli variopinti
In preda al delirio amoroso variando all'infinito l'iter compositivo
Nel transito da un punto all'altro della ruota un luogo solo
Invisibile in movimento ovunque.


Al puro moto dell'immagine ferma:
Un angelo perpendicolare al terreno ormai privo
Di designazioni geografiche e territoriali libero da ogni peso.











lunedì 25 marzo 2019

l'ordine regna


L'ordine regna, dove? La scena si svolge, dove? Cioè: dappertutto.
Per ladra d'amore alquanto mercuriale carminem scribere. Ladra d'amore l'ordine regna dove grande è il disordine: sotto il cielo, ma cosa c'è. Ladra d'amore come un titano lo fu di fuoco, per restituirlo che divampasse ovunque, un po' qui un po' là.
Tutto questo è bello puro e senza macchia.
Si tratta di cibo primordiale, del giocattolo originario al quale tutto ritorna, dal quale tutto ritorna.
Le biblioteche sono dragoni costituiti da fumetti e non solo o forse sì. Comprese O ed Emmanuelle in edizione tascabile per dare più nell'occhio e distrarre lo sfaccendato lettore.
Sei miglia di strada possono andare ad est o ad ovest senza per questo nulla perdere del loro buon umore.
Nella purezza di un raccoglimento senza precedenti qualcosa di internos, di pulito e felice. La poiesi gorgiana in merito all'elogio della tindaride: va sottolineato che punto di partenza e d'arrivo non sono problemi argomentativi, ma l'idea di produrre un discorso ed un testo belli ed irresistibili come Elena.
La presenza della tindaride nel primo dei poemi omerici appare come fattore scatenante. La sua potenza proviene dall'inconscio, cosa di cui il sofista siculo era perfettamente al corrente. La condizione necessaria è che il metodo circolarizzi e si autorcircolarizzi. I pozzi di potenziale del demone F.
Uno dei mestessi fatto per lo più di malumore poiché tutt'intorno è rovina. È uno di quelli che cercano il pezzo mancante.
Poi va sul letto, numeri di telefono gli svaniscono dalla testa e nel fumo della sigaretta, è disteso in un breve riposo. Ciò da cui prendeva direttive, più o meno vaghe, era una giungla, estremamente remota, un'adiacenza vicinissima, più che contigua, dunque.

Il terminale direttamente inserito in lui, lui era il terminale. Su una cifra finisce, in un silenzio, e cessa di essere una attesa.


SEPT 82, 22, 13/45

domenica 10 marzo 2019

lentissimo l'oro delle ore a defluire


Lentissimo l'oro delle ore a defluire
Mutarsi in piombo o pulviscolo luminoso
Oppure a  seconda precipitare in tutt'altro
Un fluttuare di particole in cui si lascia disgregare il corpo
Un volo una ballata già scritta.



giovedì 28 febbraio 2019

30 9 78


Mostra lo scrivere. Essere pretestuoso fino alla fine, zoologico, filatelico, distratto antiquario, ferramenta, passamaneria, i grissini frantumati nella zuppa, la carta da pacchi largamente vergata, incede un trionfo di scrittura sabato 30 9 78 H 12/30.

Prigioniera nell'album o nella cartellina, se non nelle pagine di un libro o quaderno. I suoi occhi, tersissmi specchi dell'accadere. Una luminosità profonda, senza antecedenti.

Una fermezza, un arresto, un'isola, un flusso ed una tensione. Nell'apparentarsi degli elementi in un sistema di segni arbitrari. Morire è una parola, un verbo all'infinito. Lo spirito conosce. Essere nient'altro che essere, senz'altra determinazione o realizzazione, senza tremare, una felicità scevra da limiti e da paure. Il tutto affidato a segnalibri viventi. Occhi che s'aprono sull'amore, solo amore, nient'altro che amore. Nella regione R. Una di queste è destinata allo splendore dei nomi che mutano.






lunedì 25 febbraio 2019

da "anonyma ii"



la natura, non si sa che sia, la natura, si sa che imita l'arte; l'arte imita niente. count no count, nel labirinto, zeitlos, gamauches, french kiss, se vi fosse il tempo sarebbe una scatola vuota, invece lo spazio, il calendario cancellato appeso in ogni dove.
anonyma ii - allegoria della neve, il bianco del nero della sera e bianche luci nel bianco - l'accoppiamento de' fiocchi molteplici con quanto la terra offre nello sfarfallante fioccare e nel diradare sciamante un incanto di sogno e di cristalli, in una lenta caduta senza fine - a te stesso, fra quanti pochissimi e minimi, questo disastro che non ha termine. nere nude bagnate legna di febbraio, mese tessuto di vane apparenze, non è perdita, non è vantaggio, nella cantica di febbraio: cava muta vuota, l'albero piantato nelle contrade dell'inesistente e il vagare nel far niente - di come scattasse e guizzasse il corpo (che corpo) fuori dall'universo conosciuto, con morbide derive radendo per le incipienti sequele della testura, le ripercussioni senza limiti di un colpo quasi sferrato in completa assenza di presenti e di presente







mercoledì 20 febbraio 2019

la vida, esto capricho


La vida, esto capricho,
una giostra di capricorni danzano in cerchio
il cerchio non ha centro,
la notte dell'equinozio d'inverno,
nel bianco, nel nero.
Scese dalle stelle al gelo
non c'era la luna nella notte
fra il ventiquattro ed il venticinque dicembre
ma una chioma giocava fiamme nella tenebra.
Di lì a poco l'anno, il piccolo anno
morì, alcolizzato di champagne, il divoratore
scalava ertissime rocce vomitando nell'eone più grande
sempre più grande, furono movimenti come d'un orologio ubriaco
intorno alla bambola del grano.
Jack Frost avanzava nel turbinìo dei fiocchi,
la macchina era bloccata in risate di neve
macchie dischiudevano felicissimi orrori
l'estinzione dei corvi nel pallore mortale del cielo
lasciò il posto alle ancelle del sabba, alla clessidra bloccata
.........incompleta (capricorn only?)
       il cinque ottobre millenovenìcentosettantotto alle ore quindici e trenta fin verso le sedici - amen




venerdì 15 febbraio 2019

bentley


v w forse non conclude the waves. Le onde concludono lei: una coperta sulla testa; una coperta d'acqua, una coperta di onde. Ofelia restituita al sonno delle acque per troppo e per tropo di amore e di alcool, me sono.

Già l'efesino in acqua ed in fuoco rivelò l'universale dissolvente. In riva al fiume Virginia lasciò in eredità cappello e bastone. Contro di te, o morte! Contro di te, o morte lancerò il mio cavallo, fino alla fine, che non verrà mai. Uno degli ultimi cavalieri della tavola rotonda, forse lancelot del lago, o più probabilmente galvano, sprona il destriero, né vi sono più regni da barattare con cavalli. I cavalli non hanno prezzo, sopravvivono a tutti gli eroi, a tutti gli eoni. Tutto brucia nella parola dilaniante e nella musica dolcissima di si sa che inno. Nella cesura metrica brucia d'amore purissimo il corpo perverso polimorfo e la pelle si apre ad un'estasi di freschezza. Parole come fiori, tagli appena percettibili instaurano differenza. Di fuochi qua e là dislocati (i'll trip your trap è l'ermeneutica, il ta'wil) come di tutte le apparenze è fatuità il rivelare la fatuità. Infin che il mare fu sovra noi richiuso.
Gelide stelle in cielo, in un cielo spalancatissimo, fra J joy and chesterfield si discute sul problema di moltiplicare al (alex, alejandra, alice, alistair) al non si sa quanto, come, dove, a più che ogni dismisura, comunque.
L'amore, con mucho dolor, che è poi un mucchio di dolore, ridere così, tutta la notte. j, drogato di morte, la uccise infatti con la violenza e con il veleno (egli uccise la morte).

Mani incollarono e dipinsero questo in una quieta mattinata di settembre. Erano quelle di paul laino miroir miroir.

Voce del verbo, il cui coltello senza lama taglia il manico, e sé stesso, a pagina qua, a pagina là. Fra un po' amache e liane oscilleranno in beatitudini eternamente attese. E vi sono tre figure a comunicare e ad agire, l'heroe come daimon e come prometeo, l'angelo come allontanamento astrofisico contemplante, hermes come demiurgo degli scambi e pusher di morte bianca; all'interno del labirinto generato dal grido e dal filo-scrittura di Arianna, essi non possono stare: non c'è un interno, perché non c'è un esterno. L'artificio incorpora tutto e tutti.

TTQ: descrivere quest'orgia di figure con parole e segni del tutto minoritari; un problema di economia testuale, libidinale. Un problema di economia poliltica, insomma.

Io e j, nell'anno di grazia settantasette avemmo ed ancor oggi patiamo una svista a proposito del conte e del marchese; l'uno voleva che l'universo fosse un solo grande ano celeste, l'altro, acosmista come Spinoza rimpiangeva di non poterlo sodomizzare (a proposito anche del concetto di [...] in benedictus baruch spinoza

storia del triste e malinconico paul lainò: il bambino con bentley scoperta ed autista va a scuola, il ragazzo raddoppia una strage che avvenne ben dopo, il pittore disegna dipinge incolla


domenica 10 febbraio 2019

invisibile ornamento a nome rahu


cucitrici chine su macchine a pedali, tessitrici ai loro telai; sognatrici e sognate nella memoria di ananke - ma quanto nero, maestro, in questa tela, e dappertutto. Dove sei tu 

moire, spettinate vulve dall'ombra 

fiorisce, anche in giocattoli rotti o perduti - il linguaggio, dimora del non essere, un disabitare insostanziale, atemporale erinne lo stile, che si deduce da una pura assenza (pressioni del destino, depressioni della coscienza)

quando nel gioco spensierato collassa qualunque distinzione fra emittente e ricevente, dal materico estrapolato il virtuale, epochizzata di fatto la fittizia unità della rappresentazione

Fiori secchi. Presse. Laminatoi. Miniature. Una nera ragnatela d'arte, denaro sesso, che riflette come da lontano i colori splendenti di una pittura spasmodicamente inseguita da tutti per tutto il corso del libro


Favola e poesia si muovono in uno spazio superiore all’accadere,nella chambre double,stanza paradisiaca-la poesia sogna contorni di territori che non si raggiungono in vita.