giovedì 20 luglio 2017

in celestiali sospiri


In celestiali sospiri in spire cilestrine
Viene una donna in forme molteplici
Per interporsi di assenze indi è qui - pour en
Sortir de l'enfer e trasmutare di apparizioni in
Cerchi che si chiudono su apofatiche perfezioni corpi luminosi
Di angeli gli esseri splendenti quindi in lettere
Scritte direttamente su una busta leggiadramente dorata
Ici montrent la bite
Nei risvolti invisibili di una mappa dentro
Le sembianze ingannevoli di macchie ivi depositate invece
Ecco lo scrigno senza fondo dei tesori il gioiello nelle
Vesti cerimoniali per esempio di colibrì di sogno senza sonno.

Più in là le strade di Genova nel protrarsi di un'apocalisse.





sabato 15 luglio 2017

grifoni


Questa bimba a chi la do
Ma ai grifoni di dante alle chimere a un che la salvi dalla vita adulta a un fascicolo di opere esplose a queste mani, cit. in: dertritte grimm lehrjahre natividades demoiselles d’honneur plateau sans fin alla rossa finzione di un rettifilo perché no al sadomaso a quest’apocalissi senza riguardi e senza ritegni il che è l’unico galateo praticabile a floreali sonagliere che la stringano fino a estinguersi in un soffio che sia una nota di violoncello senza riciclaggi del minimale in franchigia da letali illusioni di possesso, seguita



lunedì 10 luglio 2017

faire danser la vie


Il gelo il freddo  il grigio accecante delle giornate il
Loro grido silenzioso senza che per questo alcunché
Di  cosiddetto umano venga preso  sul serio.
Lei così  presa come reclusa nella stesura d'una e assai più lettere d'amore
Che sono le mappe di sperdimenti in cui tutto
Si ritrova - fuori scroscia la pioggia -
Si fa inculare come una selvaggia muta voce
Respiro dal petto alla gola alla bocca
Altre lettere affiorano in sillabe in trattti
Nel pieno della musica e della misericordia
Sotto sotto niente un tratto senza fine un'anima un respiro





mercoledì 5 luglio 2017

explicit


Dg-explicit primario secondo a nessuno-natividades-demoiselles d'honneur
-almanacco
Del girotondo dentro una trasparenza variopinta
Di vetro e non solo rifulgendovi pure oli essenziali
E pigmenti profumati fosse un possibile ninfale
Il trionfo della primavera un corridoio illuminato a condurre dove
Un'imboccatura contratta su un'estate senza fine si
Pronunci essa daisy chain o sfinctrie l'oriflamma
Detta in precedenza dove tutto torna in cerchio la
Fiamma d'oro della danza tra liete ghirlande la
Favola bellissima di psiche in milesie senza numero
Gode la divinità del senza pari circolarmente monadi
Sfilano trascorrono eccole ritornare ancora.





venerdì 30 giugno 2017

dumbo


memoria di dumbo. l'elefantino volante. di babau e di maramau
(I) nell'impronunciabile distanza fra il corpo e l'ombra
nell'assenza da tutto e da tutti inscritta sul blu della porta
chiusa. il terzo morì. o non morì. degli altri due si persero le
tracce. ancor prima che lasciassero un qualche segno. svanirono
in sottilissime sostanze e modellini. miniature di miniature
una storia che non finì e non finisce. per non essere mai
cominciata
fra le sabbie roventi del deserto e i vuoti a perdere delle
bottiglie. Ciao a tutti. Nessuno è perfetto.
(II) Queste sono sciagure. O lo sembrano;
una cappa di oscurità invernale. in un laconico sussurro la voce ~
si sparse. all'incirca la vigilia di natale. a seguire i riti
interminabili della dispersione delle ceneri e del lutto. -.I
Eppure piovvero fiori. nulla è stato detto. nulla è stato udito I'!
come avremmo potuto lodarti, dissero gli dei; variante: per questo~!
ti abbiamo lodato. Senza fretta la chioccioletta tranquilla
se ne va. porta con sé felicità.




giovedì 29 giugno 2017

il giorno ventinove di giugno


La strana, per così dire, identità (è il dire identità che è strano) di soggetto e predicato; come quella di isola e vulcano; sono certo un tutt'uno ed il caso tipico è l'isoletta-vulcano, o gli atolli; possono a vicenda scambiarsi soggetto è predicato, parlare a tal punto di perversione o devianza è un eufemismo.

a R sub specie elphica: non siamo in nessun anno di nessun signore, giò presupporrebbe - il corpo un prigioniero non una prigione. Piuttosto un epistolario d'amore, cioè una lotta contro il linguaggio, poiché tutto ci appartiene; caro elfo alias R non sei natura né creatura; sei l'artifizio che fa la sua comparsa fra le angustie, il soffocamento ed infine il trionfo dell'estasi, sei l'immaginazione come ontologia dell'essere appunto, e del pieno - una voce di secondo piano si udì che diceva come volessero uccidere l'immaginazione e le beatitudini conseguenti, controllare i corpi ed i pensieri, ma al varco c'è la dea, ci sono i lacci di seta, c'è un braciere che sprigiona immortalità ed un piccolo fiore immerso in una vaschetta votiva, accanto al pozzo dei serpenti, ed a grovigli erotici in pietra da sempre immobili, più che una teoria dei bisogni una pratica degli eccessi.





mercoledì 28 giugno 2017

il giorno ventotto di giugno festa di compleanno


Il circolo è circuito, non circolo; ciò vale per ogni circolo, ed ogni circolo ha in qualche modo a che fare con il vizio (comun denominatore quest'ultimo di innumerevoli e più che mai varie pratiche); ciò che occorre al circolo è una circolarità ultima, non necessariamente visibile; tutto questo concerne la velocità del pensiero, l'arrivare ed andare dappertutto nonché il compimento di ogni cosa; ed il circuito è molteplicità di circuiti. Oltre l'immagine, oltre l'icon, cioè il segno - somiglianza ed oltre qualunque codice di notazione, circuiti appunto, "amore è gridare nel labirinto", ed "ad ogni nuovo grido un nuovo labirinto", i funzionamenti della morte: non dissimili, più mimetici, più polifmorfi, addirittura più ludici. Questa metafisica fantascientifica onora la ricorrenza di oggi ventotto giugno, è iscritta su un foglio di calendario segnato da una qual certa solitudine, ed è un po' il coronamento di una ricerca incessante, il momento stringente e definitorio (e non: definitivo) di una battuta di caccia, quella famosa battuta di caccia di cui parlava il filosofo.

Il serpente è un tratto di matita nato dal gesto di una bimba, ripetizione infinitesima di qualcosa che non ha fatto che ripresentarsi in certe scene segrete, ha otto spire, colorate od in bianco e nero; oppure otto cerchi intersecantesi o non intersecantesi; questi sono i veicoli, i mezzi ed i modi per volare, per attraversare gli spazi ed i tempi cosiddetti, per raggiungere gli elfi e le fate, per imboccare quella via invisibile ed onnipresente lungo la quale le ninfe dei fiumi e gli unicorni attendono, da sempre.












lunedì 26 giugno 2017

Il giorno ventisei di giugno


Guardando come da una terrazza, catturando il freddo fuoco delle stelle fra tenebra e tenebra; tutte le fasi della luna. For an honey's moon. Servitemela per colazione, quella specie di ready made le cui assenze scandiscono singolari solitudini, e per pranzo, e per il the delle cinque, e per cena, e che attraverso lei la notte fatta di universi infiniti ed in movimento mi si addossi tenendomi la sola compagnia  che mi spetti "vivere, i servi lo fananno per noi", ma noi, che non ci siamo nemmeno, che non ci siamo più, queste tracce illusorie, come le scene che vedeva la fiammiferaia nelle fiamme, fra le quali un tipo che faceva degli strani gesti su di un rogo, ma è tutto apparenza, illusione; vi è in questo appuntamento con il ready made paredra, all'insegna dell'orologio di profilo (una locanda senza tempo in una contrada senza tempo) un superamento di quello che in altri 
contesti si offre come destino e fato. Come un sognatore danese allo scrittoio vivo delle diecimila vite del sogno e delle sue forze dirompenti, inesauribili; come colui che a tutto preferiva la compagnia di una pagina spesso vergine, e la verginità della pagina intatta è una pienezza, una pienezza che il segno viola;  il segno, traccia e scrittura, instaura il vuoto. La pagina bianca, vergine, l'intatto foglio d'album, od anche la tela bianca del pittore  sono la pienezza del visibile; esse sono; attraverso la scrittura o chiamala come vuoi, entrano il vuoto, lo spazio, l'assenza, si aprono piste a perdita d'occhio, ed è di ciò che i testi, i libri, i quadri, i portfolio e perfino gli album di fotografie sono ricchi, e di lì il piacere ed il godimento di perdervisi.

Solo il fruscio d'un ventaglio, o quello ancora meno percettibile dello scacciamosche; per viaggare otlre il tempo ed irradiarsi oltre lo spazio, la sferza non è che un cordoncino di seta intrecciata, delicatissima. Non c'è in ciò alcun nuovo ordine, ma un disordine di sempre non l'ordine di qualcuno, ma il disordine di tutto e di tutti. Il corpo una sembianza, immagine dipinta a più dimensioni su di un paravento, il corpo che è uno dei corpi, in questo antichissimo disordine dei corpi, che nessun antiquario ricorda, che niente e nessuno può organizzare senza accrescere i già di per sé numerosi scompensi, per somma fortuna, cani toltechi su terrazze non lontane di qui corrono felici. Occhi stanchi della luce presto faranno sì che le mani preferiscano matite onde lasciare segni sempre più esili, a questa tastiera come di clavicembalo meccanico, al suo rosario di pulsazioni uniformi scisse da discontinue scansioni.

"niente può sostituirti, sia che io ti ami, sia che io non ti ami", con questa enunciazione dell'impagabile suggellare una festa di compleanno non celebrata; altre ne verranno, di compleanno e di non compleanno, e si celebreranno, infinitamente, eternamente.



domenica 25 giugno 2017

giornalino di poesia assoluta


Dg- demoiselles d' honneur- hommage à w s  burroughs- di' a laura che l'amo- il biglietto che è esploso p.49-succhiata attraverso i genitali perlacei donna su dalla sua grande doccia di sperma- anelli di diamanti spruzzano fuori da te- dovrebbe essere tenuto a mente- corpi eiaculati senza una copertina-
questo va tenuto a memoria nel volo di questa voce nel fiotto stellato che solo il buio può svelare celandosi esso nella luce
che lo nasconde flessuosissimamente amplessandosi movimenti
innumeri di steli senza numero ondeggianti fruscio di frasche e fogliame serpi come collari di cigno e urobori dentro all’esistenza che è tutto uno spruzzare di schizzi e zampilli rifluire di lettere segni e suoni in sé stessi pseudonimi di vuoto e silenzio segue allegato



martedì 20 giugno 2017

dal ventisette al trenta


Questa cosa di oscurità riconosciuta sua
Nell'artificio di una tempesta la stanza
Una grotta di libri che il buio rende invisibili
Nel letto il corpo della principessa una luce
Appena ma inestinguibile una pagina sconfinata
Dentro un foglio senza limiti appena rilevabile
Un tracciato forse bizantino al posto delle
Sacre specie dell'ostensorio c'è unanello e
Nell'anello un buco da cui sembra che tutto scorra via
Come i fili di una maglia che si dipani da sola in
Luogo dell'olio consacrato alla morte definitiva
Un profumato unguento bianco che racchiude tutti
I colori dell'iride a lenire fastidi elargirle voluttà
Lubrificarne i canali sulla strada del ritorno a
Questo volume qui racchiuso che sé stesso racchiude
Aprendosi ed altri parecchi-DG- reading
Del  ventisette gennaio che giunge fino al trenta -
Suite della principessa-almanacco-plateau-demoiselles d'honneur-
Haec  sunt  flores,va a proseguire, in giardini segreti



giovedì 15 giugno 2017

sirventese dell'asceta solitaria


conosciamo ciò che sta al di là del divino sulla spiaggia una fanciulla culo all'aria la testa e i piedi a stretto contatto con la sabbia una zona erogena che schizza immobile verso il cielo irradiando il suo calore (tapas) nella luce mattutina un tempio fra sole rena e mare quasi una cattedrale nel deserto in altri modi flettendosi ancor più dilata la visione l'offerta al cielo del culo e della mente contempliamo attraverso la meditazione ciò che è oltre le quiddità




domenica 11 giugno 2017

sabato 10 giugno 2017

d’almeno due rococò in uno, foglio non numerato


Venere tutt’intera attaccata alla sua preda - quale voce disegnasse nel verso una posizione inaudita quanto invisibile - qui la marionetta intera, la bambola, che accede alle nozze con l’angelo, una topologia singolare dove il nero muta in luce e la luce in nero, l’arrivare per così dire della texture dopo il futuro, disintegrando il tempo e polverizzando lo spazio - a ciò valgano sgorbi tirati via da spinoza goethe e leibniz a seguire [……..] baubò nell’epistola successiva, che giungerà senza partire e Watteau che fece quell’elena di culo su tavoletta qui riprodotta comprimendo catastrofi in splendori che sono ancora colori. sarà detto nel foglio poi, che è prima 






lunedì 5 giugno 2017

prolegomeni a un rococò


"... l'enigmatica Baubò di Priene - maschera e cetra -
avrebbe potuto essere l'emblema della sacra
comicità essenziale di un 'teatro' primevo,
non ancora segnato dalla compiuta e compunta distinzione
tra Commedia e Tragedia"

La figura genuflessa qua nel talamo dell’ade di meissen meclemburgo locmaria o qui nel portico di cuneo offre nude le piante dei piedi e l’ingresso al fondoschiena per cui vivere non è più pena appena fasciata di celestiale azzurro di porcellana nella modulazione rococò di non altro che siano bellezza e speranza congiunte







venerdì 2 giugno 2017

epistrofe della sposa di primavera



Epistrofe della sposa di primavera, apocalittica. Quale lucentezza meravigliosa lei in questo buio, in questa piovosa strada notturna con l'illuminazione al di sotto del minimo, godere di compagnia femminile a bassissimo regime di visibilità, dall'ordine il caos, opera citata che opera altrimenti sarebbe, sempre che opra fosse. Il corpo della bambina, fatto di molti corpi, concentrato in una dispersione di tagliandi con minuziosa meticolosità manoscritti - nella sgangherata valle delle fate verdi e nel fatale palagio il manifestarsi di leprotto o coniglietto. Sezionate asimmetricamente da neri radianti le fotocopie in un dispendio di frammenti adulterati che traboccano nel vuoto senza più ormeggio alcuno, l'assioma che tutto è coscienza pur non corrispondente a esatta verità ha la virtù di disimpaurire la gente comune - non ci sono cose, non c'è l'io, non c'è la coscienza. In altre casistiche uno strazio senza precedenti, miriade di prodigiosi confetti onde superare la truce sindrome. su per esilaranti mulattiere vegetando, grazie a Debussy. Un grigiore poco tonico; solenne e impegnativa la città fin dalla prima impressione, l'avarizia innanzitutto. L'equilibrio della visitatrice segreta stava in assoluta incognita fra le dame e la scrittura, in oscillazioni minime ove tutto si mostrava, il resto un dolce abbandono, un non fare né più voler fare alcunché possibile a scambiarsi per vaga voluttuosa pigrizia, una soffusa estasi senza ritorno. Brevissimi connubi che parevano contenere abissali essenze, profusioni metafisiche nell'aria, dopo la dissipazione le brume a tutto coprire. Senza freni in sventrato stabile, adagiato su asettico cobalto il dramma venereo, nell'adiacente pineta sotto esauste conifere nuovi eroi sieroposititvi per messianiche divulgazioni, epoca santissima. il polverosissimo vano sobrio intriso di longobarda pigrizia né privo di celestiale presenza misterica. Ignorando infauste dinamiche, abbisognando d'altronde di riposo, considerando l'interminabile spedizione oltre all'interessato dimenarsi di celtico protomartire, costanza per piano operativo fra gli aitanti retori. nell'attesa d'un edonismo fuggente materializzantesi per l'aranciato padiglione gelido ma capiente con fittizi arcobaleni che sorgevano agli esterni. Nipponico elfo, abbandonati i preziosissimi grani in coloratissimo involucro, barcollando nella litica cripta, in satinato cassetto iperprotetto tra consunti arabeschi e lussuriose frenesie rimontare al meglio sull'eterno centauro violaceo: per risorgere, fra sgargianti coltri acriliche cullandosi in liscia metrica, si esplorava piacevolissimo castigo, godurioso supplizio ecco le diapositive e semmai l'episcopio. Da escursioni burgunde. Della direzione: controtendenze, movimento inverso, l'assorbimento, ingoiare, incorporare, un reciproco sprofondarsi - di superficie trattasi precisamente un muro impenetrabile. e la sua gioia resterà per sempre con voi insieme alla danza del serpente. l'amplissima corte e/o coorte costellata di: zoofili, rose canine, giuochi formativi e insolite varietà di insetti, i cieli da guardar e le stelle più belle fan corona, sovrastava il mese marziano applaudito per l'incontinenza, il caprifoglio fioriva, profitons de la jeunesse - ovunque polistirolo policromo la cui funzione sociale era il parlar d'amore e le infinite maniere di abusarne. Tutto è primavera.


giovedì 1 giugno 2017

finale di tragedia


antigone se ne va, non potranno più punirla. che fuggire: trasmigra, presumibilmente in autobus, forse nella trucida favola di andersen delle scarpette rosse, epifania del feticcio della castrazione figurata, di una danza senza freni e senza interruzioni, con irruzione finale nel e del trascendente, oppure in un fotogramma dove l’autostoppista indossa solamente un paio di scarpe di vernice rossa con i tacchi a spillo, un miraggio erotico dentro un pezzo di archeologia cinematografica. il sistema giudiziario e politico che la condannava è crollato sotto il peso della propria vaniloquente assurdità, non c’è più storia, né potra dirsi questa è un’altra storia. è l’altra da qualunque storia. se ne va, qua o là, ma resta qua, su questo weblog, nessun sipario di elettroni a coprirla. se ne è  andata ma la si vede qui



domenica 28 maggio 2017

encomio


encomio di gorgia che fece l’encomio di elena e l’apologia del non essere segue testo due punti aperte virgolette il fascino divino che avviene attraverso la parola è generatore di piacere e liberatore dal dolore se dunque lo sguardo di elena ispirò all’anima ardore e amoroso desiderio che c’è di
strano questo discorso elogio di elena e passatempo per me
è noto che sua madre fu leda e il suo padre reale fu un dio
quindi niente e già il sonno cominciava ad affidarlo a sua sorella la morte



venerdì 26 maggio 2017

cut-up agency iii


vita plutarchea e bollandista di harley quinn sfaldata nell'hamburger monache trillano le miglia da qui a babilonia dentro uova di dotate echidne allo sguardo romanzi di cavalleria favolette di ballerine medicine narrative elenchi di elenchi esposizioni universali in scenari anedonici
(1-continua)