domenica 15 aprile 2018

cadeau


Almanacco-plateau-cadeau- hommage à
Dante-natividad-nemesi uno dei nomi-Ate
Oppure ananke-questa bimba a chi la do-  la
Figlia diletta in cui compiacersi-
mirate almen come io son bella -Aletto
colei che non ha fine, la terza o la prima di tre
quando taccia Tisifone voce della vendetta e
i dispetti di Megera divengano scherzi innocui.
Si fa leggero il corpo e si fa leggere è una
Veste di seta sottile fino alla trasparenza
Istoriata da caratteri di scrittura e figure
Appena visibili, bastin le parti nude, quali e
Cotali.







domenica 25 marzo 2018

bentley


Sillogismi trasmutano in bui misteri
Quale divinità manifesta la damigella discinta.
Riprende da: a tanto d'occhi di caviglie tese
A tale callipigia, a quale meraviglia
Che meno ce n'è più se ne vede
In melopee d'infinita tristezza
Nel qui e nell'ora desolati














sabato 24 marzo 2018

cadeau


Almanacco-plateau-cadeau- hommage à
Dante-natividad-nemesi uno dei nomi-Ate
Oppure ananke-questa bimba a chi la do-  la
Figlia diletta in cui compiacersi-
mirate almen come io son bella -Aletto
colei che non ha fine,la terza o la prima di tre
quando taccia Tisifone voce della vendetta e
i dispetti di Megera divengano scherzi innocui.
Si fa leggero il corpo e si fa leggere è una
Veste di seta sottile fino alla trasparenza
Istoriata da caratteri di scrittura e figure
Appena visibili, bastin le parti nude, quali e
Cotali.




sabato 10 marzo 2018

avis


Dg- avis aux lecteurs- almanacco
Si defolia in noveri di  titoli una polifonia
Di voci a incrociarsi su un suono impronunciabile
Una sillaba ignota che è l'ignoto che pure
Si intende nel cuore nella mente nell'anima
In un luogo che non è niente di tutto ciò- natividades-
Demoiselles d'honneur- plateau- almanacco
L'opera che non comunica neppure con sé stessa
Un'ombra un falso riflesso l'apparenza di un'ombra
L'ombra di un'apparenza senza uscita e l'uscita
Dalle ombre dalle apparenze e dai riflessi
Una vita un'altra vita ancora una vita
Senza uscita questa è l'uscita. L'uscita
È questa- una delle- la farfalla rossa che palpita controtempo
Nel gelo meridiano-pozzi di dolore svaniscono dietro
L'orizzonte dolcissimamente un cigno flette il collo
Passaggi grafici trasposizioni d'accento seguitano




giovedì 1 marzo 2018

atti di giovanni



: «Al tutto è concesso in alto di danzare. Amen. Chi non
danza non sa cosa succede. Amen. [...] Se tu segui la mia danza, osserva te
stesso in me che parlo […]. Tu che danzi, comprendi ciò che faccio» (Atti di
Giovanni, in Apocrifi del Nuovo Testamento contro il mucchio di fatti della coscienza che pretendono di essere indiscutibili dati, anzi soluzioni, contro la certezza che pretende di erigersi ad assoluta universale verità, contro la confusione fra fatto e immediato, contro quella fra certezza e verità



martedì 20 febbraio 2018

asceta solitaria


sirventese dell'asceta solitaria, conosciamo ciò che sta al di là del divino sulla spiaggia una fanciulla culo all'aria la testa e i piedi a stretto contatto con la sabbia una zona erogena che schizza immobile verso il cielo irradiando il suo calore (tapas) nella luce mattutina un tempio fra sole rena e mare quasi una cattedrale nel deserto in altri modi flettendosi ancor più dilata la visione l'offerta al cielo del culo e della mente contempliamo attraverso la meditazione ciò che è oltre le quiddità







sabato 17 febbraio 2018

parafernalia (viii)


Uno schizzo da paura seta che ricade
Nel vuoto del cosmo sorpresa senza veli fino
A quale azzurro essi stessi sui piedi seni
dentro il foglio l'opera tutta
E il volteggio della chimera luogo nullo che
estingue
Ogni scenario abaco di segni una musica vi
giace le polveri
E le ceneri che trasvolano tornando fenici in
vesti
D'oro in vesti di fumo in vesti di luce in
vesti di gloria fu
Effetto di matita su una bianca trama luminosa
sì da
Risultare invisibile sinuoso tratto di danza
il volteggio
D'una chimera il guizzo d'una sirena un segno
su un foglio la firma
Il nome, di colui che pone termine alla morte











giovedì 15 febbraio 2018

arianna terminal


: mistero di arianna secondo nietzsche - di qui l’illusione di una falsa affermazione, l’uomo superiore si appella alla conoscenza: pretende di esplorare il labirinto o la foresta della conoscenza; ma la conoscenza è solo il travestimento della moralità, il filo del labirinto è il filo morale – la morale è a sua volta un labirinto - finché arianna ama teseo partecipa a questa impresa di negare la vita - è arianna che tiene il filo nel labirinto, il filo della moralità - ed in certe versioni con questo si impicca - abbandonata da teseo cade addormentata - qui l’avvertimento finale a distanza di millenni: allora l’anima tua proverà il brivido di desideri divini […] infatti è qui
adìos sharzad. niente più racconto e non possono più punirti, più niente da inventare se non il volgere le spalle alla camera delle meraviglie, dei giochi perduti e dei ricordi. e mnemosine rimane pur sempre di natura titanica, finanche nello svanire sul fondo della figurina che simula un congedo, una lontananza messa in atto senza più canti o gesti - di svariati fantastiliardi a glossarsi in futuro almeno due le quaestiones, qui: come dire che il filo che strozzò fedra in un’epifania del desiderio sospeso per sempre è lo stesso che “salvò” arianna e teseo - ed è poco ancora che qui s’inizi ad accennare alla ambivalenza dell’idea stessa - ma non solo dell’idea di salvezza – tutto avviene nel retro aggrovigliato e contorto di un arazzo, o a dirne di più, nel retrofondo oscuro del linguaggio - in secundis se l’offrirsi ed il sottrarsi della figura non si confondano oltre il sopportabile ed il sostenibile fra la backdoor beauty di watteau [...] e quest’indecifrata bambola che fa sembiante di […] questo il mistero dell’anima: solo quando l’eroe l’ha lasciata le si avvicina in sogno il super-eroe






















sabato 20 gennaio 2018

altro parafernale


Di che blu e turchini s'azzurrasse acquerellandosi un niente di niente
E che rosa assente vi s'invocasse più che evocasse a
Che oro s'alludesse di luminose specie e macchie e lune e galassie e quali
Istruttive osservazioni- il cielo in una stanza e quante serenate a tanto cuore
A tanta fessa  a tanto fallo tanta tetta e tanto culo per imenei quasi celestiali










martedì 16 gennaio 2018

leggenda del risveglio


elegia detta del paradiso
risvegliarsi in occhi di cielo
dappertutto di seta dorata circonfusi
intorno il blu luce il dirsi
di questo è: toccare dentro una divinità
restandoci.


- sogno pomeridiano del fumatore di canapa
e molt'altri
nel mondo detto de' sagrifizi delle
privazioni e delle proibizioni
allora il filo di fumo e
il fluire dal cd della di
qualcuno musica in atomi
sonori distaccantesi dalla sesta dimensione
fino, all'ottava, quella del
non vi è nulla
il lavoro? figurarsi
né il dolore. né il piacere. neppure a dire
il paradiso dissolto genere d'appartenenza dunque
il paradiso
fin su alla nona dalla siesta
in volute che lente ascendono
.
.