martedì 20 febbraio 2018

asceta solitaria


sirventese dell'asceta solitaria, conosciamo ciò che sta al di là del divino sulla spiaggia una fanciulla culo all'aria la testa e i piedi a stretto contatto con la sabbia una zona erogena che schizza immobile verso il cielo irradiando il suo calore (tapas) nella luce mattutina un tempio fra sole rena e mare quasi una cattedrale nel deserto in altri modi flettendosi ancor più dilata la visione l'offerta al cielo del culo e della mente contempliamo attraverso la meditazione ciò che è oltre le quiddità







sabato 17 febbraio 2018

parafernalia (viii)


Uno schizzo da paura seta che ricade
Nel vuoto del cosmo sorpresa senza veli fino
A quale azzurro essi stessi sui piedi seni
dentro il foglio l'opera tutta
E il volteggio della chimera luogo nullo che
estingue
Ogni scenario abaco di segni una musica vi
giace le polveri
E le ceneri che trasvolano tornando fenici in
vesti
D'oro in vesti di fumo in vesti di luce in
vesti di gloria fu
Effetto di matita su una bianca trama luminosa
sì da
Risultare invisibile sinuoso tratto di danza
il volteggio
D'una chimera il guizzo d'una sirena un segno
su un foglio la firma
Il nome, di colui che pone termine alla morte











giovedì 15 febbraio 2018

arianna terminal


: mistero di arianna secondo nietzsche - di qui l’illusione di una falsa affermazione, l’uomo superiore si appella alla conoscenza: pretende di esplorare il labirinto o la foresta della conoscenza; ma la conoscenza è solo il travestimento della moralità, il filo del labirinto è il filo morale – la morale è a sua volta un labirinto - finché arianna ama teseo partecipa a questa impresa di negare la vita - è arianna che tiene il filo nel labirinto, il filo della moralità - ed in certe versioni con questo si impicca - abbandonata da teseo cade addormentata - qui l’avvertimento finale a distanza di millenni: allora l’anima tua proverà il brivido di desideri divini […] infatti è qui
adìos sharzad. niente più racconto e non possono più punirti, più niente da inventare se non il volgere le spalle alla camera delle meraviglie, dei giochi perduti e dei ricordi. e mnemosine rimane pur sempre di natura titanica, finanche nello svanire sul fondo della figurina che simula un congedo, una lontananza messa in atto senza più canti o gesti - di svariati fantastiliardi a glossarsi in futuro almeno due le quaestiones, qui: come dire che il filo che strozzò fedra in un’epifania del desiderio sospeso per sempre è lo stesso che “salvò” arianna e teseo - ed è poco ancora che qui s’inizi ad accennare alla ambivalenza dell’idea stessa - ma non solo dell’idea di salvezza – tutto avviene nel retro aggrovigliato e contorto di un arazzo, o a dirne di più, nel retrofondo oscuro del linguaggio - in secundis se l’offrirsi ed il sottrarsi della figura non si confondano oltre il sopportabile ed il sostenibile fra la backdoor beauty di watteau [...] e quest’indecifrata bambola che fa sembiante di […] questo il mistero dell’anima: solo quando l’eroe l’ha lasciata le si avvicina in sogno il super-eroe






















sabato 20 gennaio 2018

altro parafernale


Di che blu e turchini s'azzurrasse acquerellandosi un niente di niente
E che rosa assente vi s'invocasse più che evocasse a
Che oro s'alludesse di luminose specie e macchie e lune e galassie e quali
Istruttive osservazioni- il cielo in una stanza e quante serenate a tanto cuore
A tanta fessa  a tanto fallo tanta tetta e tanto culo per imenei quasi celestiali










martedì 16 gennaio 2018

leggenda del risveglio


elegia detta del paradiso
risvegliarsi in occhi di cielo
dappertutto di seta dorata circonfusi
intorno il blu luce il dirsi
di questo è: toccare dentro una divinità
restandoci.


- sogno pomeridiano del fumatore di canapa
e molt'altri
nel mondo detto de' sagrifizi delle
privazioni e delle proibizioni
allora il filo di fumo e
il fluire dal cd della di
qualcuno musica in atomi
sonori distaccantesi dalla sesta dimensione
fino, all'ottava, quella del
non vi è nulla
il lavoro? figurarsi
né il dolore. né il piacere. neppure a dire
il paradiso dissolto genere d'appartenenza dunque
il paradiso
fin su alla nona dalla siesta
in volute che lente ascendono
.
.







lunedì 15 gennaio 2018

aletto


Almanacco-plateau-cadeau- hommage à
Dante-natividad-nemesi uno dei nomi-Ate
Oppure ananke-questa bimba a chi la do-  la
Figlia diletta in cui compiacersi-
mirate almen come io son bella -Aletto
colei che non ha fine,la terza o la prima di tre
quando taccia Tisifone voce della vendetta e
i dispetti di Megera divengano scherzi innocui.
Si fa leggero il corpo e si fa leggere è una
Veste di seta sottile fino alla trasparenza
Istoriata da caratteri di scrittura e figure
Appena visibili, bastin le parti nude, quali e
Cotali.




venerdì 12 gennaio 2018

abstract #1


Il niente dell’uno, ineffabile per eccesso.
Il niente della materia ineffabile per difetto; viceversa.
Il niente assurdo dell’uno, il niente assurdo degli altri dall’uno, il tutto degli intelligibili, delle forme delle copie, delle materie, il tutto dei fenomeni esemplari idest archetipi, il tutto dei simulacri e delle copie, in sperimentazioni aporetiche delle funzioni del silenzio, nel commento di damascio al parmenide, quando avvolge la totalità è limite, avvolta essa è infinita, ciò che in essa vi è di infinito è il sempre, dei principi primi xlv, europa ovunque lo stesso senso di ozio indefinito come altrove lo è il lavoro, un riferimento anche alla presunta crisi del romanzo, a cose scomparse da un pezzo, il romanzo, la crisi - affare piuttosto di cariti, chimere, ninfe, unicorni - anaximander, le cose fuori da cui.., comunque fuori… sarà occorso l’avervi fatto ritorno… quale messaggio… la lettura heideggeriana, viziata da causalismi scolastici, le cose da cui - separati che cercano di congiungersi, così Artaud lesse tragicommedie sessuali di un cosiddetto stare in un cosiddetto mondo










giovedì 11 gennaio 2018

a baubò


Tornano metafore crude del nutrimento
Seni minimi movimenti del tratto su carta
Istantiformi capezzoli quasi punti inestesi e
Pupille a figurare tutte le visioni, l'estasi e
Nessun oggetto. per baubò i cui occhi sono capezzoli e i capezzoli occhi, zone erogene schizzate in cielo e nulla che di lontanamente simile ad un organismo - alzando la veste rese felice una dea e interruppe una disavventura







mercoledì 10 gennaio 2018

aestas


- stabat nuda aestas-strofa quarta di molte- nell'orrore ambiguo
e a suo modo incantato della prima neve-
Andersen sullo sfondo in cristalli di rocca verso
Il cuore desolato dell'inverno nient'altro che una
Stazione  da oltrepassare
Tombe sotto la neve a Confreria
Si traduce con stava nuda l'estate
Surrexit, segue






venerdì 5 gennaio 2018

2011










aegyptiaca


L'angelo dal corpo come folgore alexandria nelle coordinate dell’apparenza lei subitissimo penetrata da tre lati nella successiva demoltiplicazione di traiettorie posture come dove quel che cercasse e già da sempre avesse trovato, nelle periferie aride e disadorne di qualche ss Gerusalemme così presa in faccende di offenbarung esercizio, askesis, nella curva di ritorno fra sé e sé lei lì blu dal godere nel disegno di un sogno, il fallo d’oro da silenzi desertici e dal buio pestissimo non essendoci più alcuna coscienza per conservare almeno il ricordo di quel moto effimero attraverso qualche tratto subito cancellato - il verbale abrogato che essi accaddero cioè nulla




sabato 30 dicembre 2017

asemic writing






addirittura


Addirittura due scritture per due
Lettere d'amore il nome nella soavità
Di un soffio un battito d'ala un fruscio
Sulla carta e quante fantastorie di orrore di
Paura e dentro tutto l'amore così tanto
E tale da traboccare in passi saffici in passi ninfali in passi
Tantrici in passi non ancora o non più visibili in labirinti
Di gesti eccola finalmente lanciata in tornadi senza fondo
Di bellezza a rendere la pioggia novembrina splendore
In cui immergersi e risorgere per nutrire di granelli
Luminosi l'uccello immortale dei desideri