giovedì 1 gennaio 2026

giochi d'infanzia

"La crisi è finita. Anche la Storia. Perché l'una e l'altra sono concetti vuoti. Irrisorie invenzioni di alcuni uomini, che in un luogo di conquista del mondo vorrebbero rappresentare la loro vita insensata come atto di libertà, il loro infimo potere come necessità divina."

Precessione delle conseguenze. Queste a loro volta non si identificano con effetti connessi e cause. In un nuovo catasto concettuale: tempo, velocità, luce, punto, interfaccia. La notte come presto il mattino la bimba cura il dettaglio, ama il canto dei grilli e degli uccelli. L'esigenza di misurazione si genera a partire da due concetti primitivi, Velocità e Lentezza, non complanari né isotopici rispetto alle nozioni di puntualità e ritardo: polene della velocità della luce ed agrimensori dei c.d. tempi reali. Tali strumenti dissolvono le frontiere e le prospettive, al di fuori di qualunque idea rappresentativa sia di apertura che di perdita. L'era del trasporto, del transito, della comunicazione e del transfert si trova così surclassata. A dominare sono l'interfaccia e la commutazione. Sommi valori logistici divengono il disuso e la distruzione; quelli matematici consistono nel valico dalla incertezza relativa all'inesattezza certa. Attraverso fantasmatiche d'immagini e segni l'altro scorreva, gridando di dargli una donna nata in un villaggio nei pressi di Marsiglia, con un neo in fronte equidistante dagli occhi, proprio in circostanze come la presente, in cui andrebbe data o detta, proprio per lei, onde distendervisi senza dolore come in una culla, fuori da ciò che resta della gabbia d'acciaio del tempo, per su: haec sunt flores. Nel citato passo sui bramini, braminico esso stesso, benché concepito in e per tutt'altro contesto, l'autore definisce il carattere depletivo di una significazione aperta a tutti i potenziali, che nessuna designazione può arginare. Dire poco dunque mentre attraverso silenziose tabacchiere arredi ed assenze passano messaggi distratti. In poche parole l'insicuro noncurante che informa un modulo narrativo, cenerentole eterne ed afrodisiaci primari; la voce là udibile passa direttamente, insicura e noncurante all'interior della carne, udito e altro. Irrilevante diviene la distanza, allora, così come l'esistenza "stigia" di titoli senza valore. A pagina novecentonovantasei della sua opera postuma, B, in sorprendente anticipo su cinematografia e fumetti, parla di declic come cambio di velocità realizzato dalla immedesimazione, suggerendo che quest'ultima colga il medesimo come altro. Di questo conio i talenti ipnagogici della lettura.



[il titolo di questo brano è stato ricavato dal file rinvenuto sul pc di Riccardo, il testo è poi confluito in "Soggetti"]

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