Fra Carroll ed Alice Pleaeance Liddell lo sguardo non assolve dunque nessuna [vera] funzione che non sia quella dello straniero, e l'"io" di chiunque lo si [può] reperire solamente in quell'"interramento fra testo e sguardo" di cui parl[a] Ferdinando Trebbi in "Il testo e lo sguardo". Si vede qualcosa a proposito di un movimento trasgressivo, autoeccedentesi, a tre termini di esistenza, di molteplicità irriducibile, di assoluta dileguaglianza. L'io come funzione del nonessere, l'essere che si offre solo e sempre, senza quando, nella sparizione-soppreseione della copula, in una cancellazione che ne segna l'avvento-evento in seno all'invisibilità; sine visu, sguardo e luce in un rapporto non più ottico, una relazione di non theoria dunque, ee la fotografia della bambina è un simulacro gaiamente beffardo; questo è mirabile, wonder, wonderful, wonderland (topos-atopos della meraviglia). Vi è un simulacro di inapparenza, di invisibilità, un senza aspetto, più reale del reale nella sua insostanzialità estrema, dalla sua purezza tutti i prodigi e tutte le allucinazioni inclusa quella del comunicare, da questa porta dei segni, da questa porta di sogno; allora non vi è che artificio, arte.
Dopo il taglio enucleatorio, la rasoiata bunueliana che taglia l'occhio: ecco, non c'è né prima né poi; solo lo sguardo innamorato che fa del deserto un deserto che esplode; un corpo coniugato alla retina, glorioao, a pezzi, alla deriva, vivo nella visione. I preparativi ininterrotti di un viaggio, percorrimento dei sentieri fino alla fine che non è una meta, dove un artista come Giulio Paolini ha dato forma alla soglia fatata e incantatrice nel perimetro della quale la visione si racconta, a partire dalla smaterializzazione di tutte le piramidi, da quelle d'Egitto a quella celebrata da Vitruvio come eidos di una schematizzazione del visuale.
Lo spazio della rappresentazione: ridefinibile proposizionalmente a partire da Wittgenstein, visualmente da Giulio Paolini, lo schermo che sa inesistere, il corniciaio magico, l'apritore degli orizzonti della visione, sterminati o sterminatori per i loci dell'occidente cristiano. D'andare through the looking glass, un enigma, non è il soggetto paolino e colpevole del cristianesimo cattolice, ma Alice. Differenza fra una visione costruita a due termini (dentro/fuori; alto/basso; etc.) derivanti da una narcosi-nevrosi-necrosi, ed irruzione di una molteplicità irriducibile di segni, fantasmi, simulacri, elementi differenziali nel campo aperto della visione. Una linea squisitamente insulare.

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