giovedì 4 giugno 2026

sovrascritte






Siamo arrivati alla fine, ecco tutto. (...) ed ancora. "la condizione stessa del lavoro, dell'essere umano,la legge dell'antica condanna, l'amaro senso della schiavitù, la certezza dell'ingiustizia, non c'è vita, non c'è lavoro senza sofferenza questa la condizione insopprimibile e feroce. "Tutto il dolore del
mondo. Eppure: uscime, dalla miseria e dal contemporaneo come dalla miseria del contemporaneo
#sovraseritte

dille di volare in cielo e non avrà bisogno di ali, ma tagliando ogni cosa arriverà all'ultimo corpo
#sovrascritte

Della presente cronaca l’ultima parola, circoscrive tutt’altro, inimmaginabilmente lontana, assenze remote e favole perdute. Presente che sarà mai? Chi e cosa? questa è la scrittura. È qui che le questioni da porsi sono a modo loro risposte, che contengono altre domande, la natura palindroma dello spazio tempo comportando che il regressus sia un procedere, vedi me, ma questo è localmente vero solo a regime di sviluppi lineari, vale a dire mai.
#sovrascritte

Kafka ed Omero, con occorrenze e cagioni del bello scrivere? Che si trattasse fors'invece di soggettivazioni della morte, occorrenze e cagioni dello scrivere, letteratura che muove oltre sé stessa.
#sovraseritte

Copiava Eschilo con parole sue, si chiamò Freud, proponendosi ogni testo come singolo iter cognitivo, premesso l’isomorfismo fra racconto e frase, avendo la tragedia come oggetto elettivo la liberazione dal tragico, pensare a Socrate come semiotica di Platone (così Husserl), un’istantanea ancora da sviluppare dopo venticinque secoli.
#sovrascritte

Ascoltare vuol dire trasformarsi in ciò che si ascolta, aggirando la barriera dell’identità.
#sovrascritte


 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.