lunedì 12 dicembre 2016

note intorno alla pittura di jia youfu


Natura prima del nero: materia semiotica - sua semantizzazione. L'enigma che proponeva (quasi un koan) Felice Casorati agli allievi: mi dipinga un nero in luce e un bianco in ombra.
Il nero:
l'oscuro profondo, l'opaco, il vellutato, il serico, lo sbiadito; memoria del fatto che il lutto sia bianchezza e viceversa.
DELIBERATO ANTICALLIGRAFISMO.
GESTUALITÀ CRIPTATA.
Il fatto che la gestualità sia criptata, o quanto meno inavvertibile, può rimandare a un'idea della pittura quale cerimonia o atto sotto il segno però del non agire (wu wei) di contemplazione volto ad un interno come fuori mondo e fuori cosmo (cfr. la figura del metafisico taoista quale è rievocata da Zolla in "Uscite dal mondo"). Sono dunque rimessi in gioco, su un piano formale e strutturale improntato ad una modernità assoluta gli elementi più radicali e irriducibili del taoismo filosofico classico (inclusa la sintesi enciclopedica che ritroviamo in HUAINANZI). D'altra parte si può richiamare anche la narrazione architipica di WU DAOZI CHE SPARISCE DAL MONDO ATTRAVERSO UNA PORTA DIPINTA in riferimento ad un concetto della pittura quale porta di uscita dal mondo ordinario e di rientro nella matrice e nella natura originaria, che sono indeterminate. A tale proposito si possono esaminare il segno 20 dello YIJING, che riguarda la contemplazione, ed il segno ventiquattro, Fu, il ritorno, che Wang Bi LEGGE IN SENSO TAOISTA APPUNTO DI RITORNO ALLA MATRICE; ci si viene dunque a trovare sul piano della NON RAPPRESENTAZIONE QUALE EXITUS DI E DA OGNI RAPPRESENTAZIONE POSSIBILE.

L'inchiostro: da medium tecnico a materia prima ed ultima della significazione, ma anche del suo sospendersi.
L'idea, occidentale di nigredo (opera al nero come morte, putredine, dissoluzione), che qui troviamo perfettamente rovesciata nel suo opposto (il nero come luce). Trattamento in prevalenza antinaturalistico della linea d'orizzonte che viene ora abolita, ora sdoppiata, ora moltiplicata, ora marginalizzata fino al fuori campo-ripresa dunque dei motivi non rappresentativi o antirappresentativi della tradizione pittorica cinese (da intendersi: pittura cosiddetta "dei lettereati"). Da cui è risolta la contrapposizione alto/basso. Equivalenza di fatto montagna-nube: la visione contemplativa approda all'indistinzione.
Una scrittura senza codice in luogo dell'osservanza, della trasgressione o della riformulazione di eventuali canoni si parte (e si approda) alla loro assenza.
La figura: sketch visivo, puro simulacro, elemento fumettistico: non collocazione dell'uomo nella natura ma immersione nel vuoto di una finzione (elemento moderno o post). 




Jia Youfu: Landscape




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